L’AQUILA E IL SUO PROSSIMO FUTURO…Ovvero le bufale del governo VS la realtà dei fatti


Dopo le passerelle, dopo i lavori a tempo di record per ospitare il G8 dopotutto, si continua ancora a marciare sull’emergenza per far vedere che il governo lavora per la gente e risolve problemi in maniera rapida ed efficace. Siamo davanti all’ennesima presa in giro, che si tenta di smascherare con il passaparola, perchè questo è uno dei pochi mezzi a disposizione dal momento che i riflettori su L’Aquila si accendono solo per le comparsate del premier, o per far vedere come si trascorre il ferragosto nelle tendopoli. Su tutto il resto si tace, si tacciono i divieti ai giornalisti free-land di filmare, si tace sulla censura in atto, emergono solo le notizie rassicuranti, si organizzano i concerti e i tornei di calcio in solidarietà mettendo in piedi quegli enormi baracconi dove girano montagne di soldi ma arrivano a destinazione solo le briciole, per di più gestiti da gente che non interpella nemmeno la popolazione sugli interventi in atto. Tra emergenze di varia natura si apre la stagione di caccia per gli speculatori di ogni tipo con in prima fila i signori degli appalti edili.

Collettivo UniRC

 

Per mesi ci è stata ripetuta la promessa che a settembre tutti gli
aquilani sarebbero tornati a L’Aquila sotto un tetto. Purtroppo la
verità sta venendo fuori. Come risulta dal censimento gli sfollati con
case E, F o in zona rossa, sono all’incirca quarantamila, ai quali
bisogna aggiungere tutte le persone che vivevano in abitazioni B e C
per le quali i lavori non sono partiti. Un totale di almeno 50000
sfollati. Per far fronte a questa drammatica situazione ci saranno a
disposizione a fine settembre (come afferma la stessa protezione
civile) abitazioni del piano c.a.s.e. per soli 4000 abitanti. Le altre
abitazioni non saranno pronte prima di Dicembre e comunque non saranno
sufficienti.  Questo è il fallimento del piano c.a.s.e. Da mesi
chiediamo dove si pensa di mettere tutte le altre persone, da mesi
proponiamo l’utilizzo di moduli rimovibili e la requisizione di case
sfitte, da mesi chiediamo che queste scelte vengano prese con il
consenso degli
 aquilani.
Apprendiamo dalle dichiarazioni di Bertolaso di ieri, Venerdì 14
agosto, che la soluzione per la grave situazione che ci troveremo ad
affrontare a settembre, sarà invece quella di continuare a tenere gli
aquilani sulla costa, concentrandoli nel teramano e creando un servizio
navetta per chi deve portare i figli a scuola e venire a lavorare a
L’Aquila. Ciò vuol dire che anche parte degli abitanti delle tendopoli
saranno trasferiti negli alberghi fuori città, contrariamente da quanto
affermato dal sindaco, che in diverse occasioni aveva parlato
pubblicamente dell’utilizzo di case mobili. Ci chiediamo chi è che
decide veramente del nostro futuro e se prima di prendere queste
decisioni qualcuno si è degnato di consultare la popolazione, cercando
di capire cosa sia meglio per i nostri bisogni. In questo modo si
provocherà l’insostenibile disagio di un pendolarismo quotidiano dal
teramano, portando L’Aquila allo spopolamento. Attraverso i moduli
 rimovibili o casette di legno (che con le nuove tecnologie sono
sovrapponibili e confortevoli) si poteva e si può ancora evitare questa
deportazione prolungata. Tenere gli aquilani negli alberghi continua a
costare 3 milioni di euro al giorno, 50 euro a persona. Con queste
risorse si sarebbe già potuta comiciare la rimozione delle macerie, la
messa in sicurezza e la ricostruzione delle nostre case.
Ci chiediamo quale sia la posizione delle istituzioni locali in merito
a queste scelte disastrose.  Intanto a 5 mesi dal terremoto ancora non
si parla di lavoro. Così non riparte L’Aquila, non riparte l’economia e
non riparte la vita sociale. Ci opporremo con ogni mezzo allo
spopolamento della nostra città. SETTEMBRE NON E’ TEMPO DI MIGRARE,
TUTTI GLI AQUILANI DEVONO POTER TORNARE NEL LORO COMUNE DI RESIDENZA IN
ALLOGGI DIGNITOSI.

   Rete 3e32

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