{"id":58,"date":"2010-01-22T17:46:38","date_gmt":"2010-01-22T16:46:38","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.autistici.org\/post\/2010\/01\/22\/la-formazione-di-uno-stato\/"},"modified":"2010-01-22T17:46:38","modified_gmt":"2010-01-22T16:46:38","slug":"la-formazione-di-uno-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=58","title":{"rendered":"LA FORMAZIONE DI UNO STATO"},"content":{"rendered":"<p>Gli avvenimenti che nei giorni scorsi hanno visto una parte del nostro<br \/>\nPaese protagonista di una pagina che non avremmo mai voluto fosse<br \/>\nscritta nella nostra storia e che hanno riempito giornali e notiziari,<br \/>\nalimentando spesso la disinformazione e dando adito a speculazioni<br \/>\nideologiche, meritano anche un&#8217;analisi dal punto di vista culturale e<br \/>\ndella formazione.<br \/>\nLa situazione venutasi a creare a Rosarno &egrave; stata<br \/>\ndefinita emergenziale pur non avendone i connotati di contingenza n&eacute; di<br \/>\nimprevedibilit&agrave;. Gli immigrati erano sfruttati e vessati da tempo sotto<br \/>\ngli occhi di tutti, con il tacito consenso delle autorit&agrave; ed il<br \/>\nbenestare delle cosche locali. La reazione dei &ldquo;neri&rdquo;, visti i<br \/>\nprecedenti dello scorso anno che li aveva gi&agrave; visti scendere in piazza<br \/>\nin maniera pacifica, era prevista e quanto mai prevedibile. Eppure solo<br \/>\nin pochi avevano lanciato l&#8217;allarme. Soltanto oggi tutti ne parlano, si<br \/>\nscandalizzano e l&#8217;indignazione dilaga.<br \/>\nMa nel mare dell&#8217;ipocrisia<br \/>\nabbiamo intravisto un barlume di coerenza, prontamente travolto e<br \/>\nzittito dai &ldquo;rondisti&rdquo; di turno. Durante la manifestazione degli<br \/>\nabitanti di Rosarno dopo lo sgombero dei migranti, che tutto era<br \/>\nfuorch&eacute; spontaneamente voluta dagli stessi, la genuina azione di<br \/>\nprotesta di alcuni studenti del locale Liceo Scientifico non &egrave; passata<br \/>\ninosservata. &ldquo;Speriamo di poter dire un giorno c&#8217;era una volta la<br \/>\nmafia&rdquo; sono parole che nella piazza dei Bellocco non possono essere<br \/>\npronunciate. <br \/>\nIl fatto che lo striscione &ldquo;incriminato&rdquo; fosse stato<br \/>\nesposto da alcuni studenti dimostra che lo stato ha ancora la<br \/>\npossibilit&agrave; di riappropriarsi di quei territori oggi controllati dalle<br \/>\nmafie. L&#8217;arma &egrave; appunto l&#8217;istruzione ed i suoi pres&igrave;di, ovvero scuole<br \/>\ned universit&agrave;. Nonostante questo, i Governi negli ultimi anni hanno<br \/>\nintrapreso un sistematico processo di smantellamento del diritto<br \/>\nall&#8217;istruzione pubblica, l&#8217;ultimo baluardo arginante il futuro<br \/>\nproliferare delle attivit&agrave; degli &ldquo;amici degli amici&rdquo;. Privatizzare<br \/>\nscuole ed universit&agrave; vuol dire abbandonare le piccole realt&agrave;<br \/>\ndell&#8217;entroterra del meridione e favorire il ripresentarsi di episodi<br \/>\ncome quelli di Rosarno.<br \/>\nL&#8217;eliminazione della cultura in contesti di<br \/>\ngrave dissesto sociale, favoriscono altres&igrave; l&#8217;attecchire di<br \/>\nquell&#8217;errata nozione di sviluppo che viene spesso propagandata come<br \/>\nl&#8217;unica soluzione per un progresso futuribile. Eliminare il sapere<br \/>\npubblico significa eliminare il dissenso nei confronti di tutte quelle<br \/>\noperazioni speculative che mortificano il territorio e la sua<br \/>\nvivibilit&agrave; nel tempo.<br \/>\nContrariamente alla strada intrapresa, il cui<br \/>\nindirizzo mira alla disincentivazione degli investimenti di carattere<br \/>\nculturale, &egrave; necessario scommettere sull&#8217;accrescimento di una coscienza<br \/>\ncritica come unica via di fuga dal perenne ricatto del lavoro imposto<br \/>\ndal liberismo. L&#8217;infame strumento della promessa del posto di lavoro &egrave;<br \/>\nil &ldquo;cavallo di troia&rdquo; attraverso il quale vengono propinate opere<br \/>\naggressive ed inutili come: l&#8217;inceneritore e la centrale a turbogas<br \/>\nnella Piana di Gioia Tauro, il rigassificatore che dovrebbe prendere il<br \/>\nposto del Porto di Gioia Tauro, la centrale a carbone &ldquo;pulito&rdquo; di<br \/>\nSaline Joniche, il nugolo di centrali a biomassa a ridosso del Parco<br \/>\nNazionale dell&#8217;Aspromonte, e, dulcis in fundo, l&#8217;opera magna per<br \/>\neccellenza, il ponte sullo Stretto.<br \/>\nLa fame di cultura &egrave; palese in<br \/>\nsituazioni nelle quali il progresso viene proposto attraverso dinamiche<br \/>\nindustriali avulse dalle reali vocazioni dei contesti territoriali che<br \/>\nancora puntano ad un&#8217;agricoltura di sussistenza, supportata a suon di<br \/>\nincentivi e praticata attraverso il lavoro sommerso a mezzo di<br \/>\nmanodopera migrante.<br \/>\nRilanciamo quindi la necessit&agrave; di una lettura<br \/>\ndi fase che tenga conto delle inscindibili connessioni che la criminale<br \/>\ntrasformazione del diritto allo studio in servizio privato comporta<br \/>\nnelle dinamiche di un futuro realmente sostenibile.<\/p>\n<p>\nCollettivo UniRc<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gli avvenimenti che nei giorni scorsi hanno visto una parte del nostro Paese protagonista di una pagina che non avremmo mai voluto fosse scritta nella nostra storia e che hanno riempito giornali e notiziari, alimentando spesso la disinformazione e dando adito a speculazioni ideologiche, meritano anche un&#8217;analisi dal punto di vista culturale e della formazione. 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