{"id":56,"date":"2010-01-22T17:32:33","date_gmt":"2010-01-22T16:32:33","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.autistici.org\/post\/2010\/01\/22\/documento-della-rete-migranti-reggina\/"},"modified":"2010-01-22T17:32:33","modified_gmt":"2010-01-22T16:32:33","slug":"documento-della-rete-migranti-reggina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=56","title":{"rendered":"DOCUMENTO DELLA RETE MIGRANTI REGGINA"},"content":{"rendered":"<div align=\"center\">\n&nbsp;\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n&nbsp;\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<span style=\"font-size: medium;font-family: arial black,avant garde;color: #ff0000\">L&rsquo;&ldquo;EMERGENZA VENTENNALE&rdquo; NON E&rsquo; ANCORA FINITA <\/span>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<span style=\"font-size: medium;font-family: arial black,avant garde;color: #ff0000\">&ldquo;SCHIAVITU&rsquo; DEL MIGRANTE, PRECARIATO E MAFIA: <\/span>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<span style=\"font-size: medium;font-family: arial black,avant garde;color: #ff0000\">TRE ANELLI DELLA STESSA CATENA&rdquo;<\/span>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: center\">\n<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.csoacartella.org\/images\/stories\/Varie\/times.jpg\" border=\"0\" width=\"593\" height=\"355\" \/>\n<\/p>\n<p>\nA Rosarno come nella Piana di Gioia Tauro e in Calabria esiste una<br \/>\nsociet&agrave; responsabile che in questi anni si &egrave; impegnata sul territorio,<br \/>\nspesso in modo silenzioso e fuori dal clamore dei media, e che &egrave;<br \/>\nintenzionata a dare continuit&agrave; al proprio operato di sostegno materiale<br \/>\ne di analisi delle problematiche.\n<\/p>\n<p>\nRosarno &egrave; solo uno degli anelli di una catena ben pi&ugrave; complessa,<br \/>\nfatta di sfruttamento e di commistione con la criminalit&agrave; organizzata<br \/>\nche da tempo ha esteso il suo controllo anche nella gestione dei flussi<br \/>\nmigratori, ma la drammaticit&agrave; dei fatti che hanno visto protagonista<br \/>\nquesta cittadina &egrave; la prova evidente del fallimento delle politiche<br \/>\nsecuritarie e sull&rsquo;immigrazione portate avanti negli ultimi anni,<br \/>\npolitiche che hanno prodotto solo degrado, emarginazione,<br \/>\nprevaricazioni e razzismo.\n<\/p>\n<p>\nLa situazione di Rosarno non &egrave; nata ieri, dura da vent&rsquo;anni ed era<br \/>\ngi&agrave; ben nota a tutte le istituzioni, nazionali e regionali, incapaci di<br \/>\ndare risposta alcuna se non di facciata. La crisi economica e<br \/>\nfinanziaria ne ha amplificato le enormi contraddizioni, stravolgendo la<br \/>\ncomposizione degli stagionali che annualmente si riversano a Rosarno.<br \/>\nQuest&rsquo;anno, per la prima volta, la maggioranza dei lavoratori era<br \/>\ncostituita da migranti regolari, pi&ugrave; coscienti dei propri diritti e<br \/>\npronti a denunciare i soprusi, sfidando cos&igrave; a testa alta i loro<br \/>\nsfruttatori, ma anche la &lsquo;ndrangheta e il suo ordine: una dignit&agrave; e una<br \/>\nfierezza purtroppo ormai rare in una realt&agrave; dove la vita sociale e la<br \/>\ndemocrazia politica sono soffocate da un sistema clientelare-mafioso<br \/>\nsempre pi&ugrave; avvitato e incattivito, garante degli interessi di<br \/>\nsaccheggio del grande capitale.\n<\/p>\n<p>\nNon possiamo sapere se il raid razzista che ha scatenato la risposta<br \/>\ndegli africani facesse parte di un disegno pi&ugrave; complessivo, o se la<br \/>\nsituazione sia sfuggita di mano a chi ha voluto mandare semplicemente<br \/>\nun segnale intimidatorio. Quello di cui siamo certi &egrave; che la modalit&agrave;<br \/>\nrepressiva con la quale si &egrave; intervenuti, rischia di diventare un<br \/>\npericoloso precedente per legittimare future &ldquo;soluzioni con ogni mezzo&rdquo;<br \/>\ndel conflitto che potrebbe esplodere in altre zone ad alto rischio.\n<\/p>\n<p>\nIn tutta Italia infatti esistono realt&agrave;, pi&ugrave; o meno degradate, di<br \/>\nsfruttamento dell&rsquo;immigrazione, mancata accoglienza e assenza di<br \/>\nintegrazione. Quello che &egrave; accaduto e che ha portato alla ormai famosa<br \/>\n&ldquo;deportazione degli africani&rdquo; &#8211; soluzione dolorosa ma a nostro parere<br \/>\nin quel momento inevitabile per garantire l&rsquo;incolumit&agrave; dei nostri<br \/>\nfratelli africani, vista la violenta &ldquo;caccia al negro&rdquo; scatenatasi a<br \/>\nRosarno e nelle zone limitrofe &#8211; non &egrave; che l&rsquo;anticipazione di quello<br \/>\nche potrebbe accadere in futuro.\n<\/p>\n<p>\nLa cosa che temiamo maggiormente &egrave; che &ldquo;l&rsquo;esportazione&rdquo; rappresenti<br \/>\nun precedente pericoloso per consentire, o peggio ancora legittimare,<br \/>\nulteriori derive populiste con altre provocazioni e conseguenti<br \/>\n&ldquo;ripristini della normalit&agrave; con ogni mezzo&rdquo;; temiamo che anzich&eacute;<br \/>\nprovvedere alla rilettura ed eventuale modifica della politica<br \/>\nsull&rsquo;immigrazione, viste le ultime dichiarazioni del ministro Maroni,<br \/>\ndiventi prassi agire solo sugli &ldquo;effetti&rdquo; con metodi discutibili.\n<\/p>\n<p>\nTutto ci&ograve; sta inoltre permettendo una ulteriore, pericolosa apertura<br \/>\nalle culture e alle forze xenofobe e fasciste che si stanno facendo<br \/>\nspazio tentando di cavalcare l&rsquo;ondata di malessere e panico creatasi<br \/>\nnella popolazione: se oggi la &ldquo;caccia al negro&rdquo; &egrave; finita, considerato<br \/>\nche gli unici stranieri rimasti a Rosarno sono di &ldquo;razza bianca&rdquo;, si &egrave;<br \/>\naperta una nuova ondata di &ldquo;caccia all&rsquo;amico dei negri&rdquo; fatta di<br \/>\npressioni e intimidazioni rivolte a chi in questi anni ha supportato i<br \/>\nmigranti, vivendogli accanto giorno per giorno.\n<\/p>\n<p>\nLa posizione della cittadinanza, dichiarata anche con l&rsquo;ultima<br \/>\nmanifestazione spontanea, purtroppo ha inteso solo ribadire il NO<br \/>\nall&rsquo;etichettamento di Rosarno come citt&agrave; mafiosa e fascista. Cosa ben<br \/>\ndiversa dal prendere posizione in favore di una politica<br \/>\ndell&rsquo;accoglienza, della tolleranza e dell&rsquo;integrazione.\n<\/p>\n<p>\nDa pi&ugrave; parti in questi giorni sono partiti appelli e proposizioni in<br \/>\nmerito a una mobilitazione nazionale da tenersi a Rosarno: siamo certi,<br \/>\npurtroppo, che in questo momento non ci siano le condizioni per<br \/>\neffettuare qualunque tipo di iniziativa pubblica a Rosarno che non<br \/>\nfosse vissuta dalla popolazione come un intervento estraneo al<br \/>\nterritorio e a danno della sua cittadinanza, e che una qualunque<br \/>\nforzatura in questo senso possa seriamente compromettere una ripresa<br \/>\ndel necessario lavoro in questo territorio. D&rsquo;altra parte indire oggi<br \/>\nmanifestazioni a Rosarno contro la &lsquo;ndrangheta o contro il razzismo,<br \/>\nanche con una piattaforma di convocazione la pi&ugrave; radicale possibile,<br \/>\npotrebbe significare l&rsquo;adesione e\/o la partecipazione di soggettivit&agrave;,<br \/>\npolitiche e non, in cerca di facile pubblicit&agrave; o di visibilit&agrave; per<br \/>\nl&rsquo;imminente campagna elettorale.<em><\/em>\n<\/p>\n<p>\nIn questa fase, perci&ograve;, &egrave; necessario che si continui a lavorare a<br \/>\nRosarno come in tutta la Calabria, e non solo, per costruire un<br \/>\npercorso di crescita comune verso una cultura dell&rsquo;accoglienza,<br \/>\ndell&rsquo;integrazione e del rispetto dell&rsquo;altro. Nelle condizioni<br \/>\nd&#8217;impoverimento e precariet&agrave; aggravate dalla crisi in cui versa la<br \/>\nCalabria, bisogna riconoscere nei lavoratori africani un prezioso<br \/>\nalleato insieme al quale intrecciare percorsi di riscatto sociale ormai<br \/>\ninderogabili, pena la compromissione di ogni possibilit&agrave; del vivere<br \/>\ncivile in questa terra.\n<\/p>\n<p>\nSe per il territorio di Rosarno oggi crediamo che la sola opzione<br \/>\npercorribile sia di intensificare l&rsquo;organizzazione di iniziative<br \/>\nrelative ai fatti vissuti, alle dinamiche che li hanno prodotti e a<br \/>\ntutto ci&ograve; che pu&ograve; portarci verso un&rsquo;alternativa all&rsquo;esistente<br \/>\n(proiezioni, assemblee, dibattiti), riteniamo anche inderogabile<br \/>\npreparare un&#8217;adeguata risposta di mobilitazione allo schiaffo ricevuto<br \/>\nda ogni genuina coscienza democratica. In questo senso, il prossimo<br \/>\nconsiglio dei ministri convocato nella citt&agrave; di Reggio Calabria &egrave;<br \/>\nun&rsquo;importante occasione per un&#8217;attivazione delle realt&agrave; democratiche e<br \/>\nantirazziste della piana di Gioia Tauro e di tutta la regione, per una<br \/>\ndenuncia politica che individui le gravi responsabilit&agrave; di tutte le<br \/>\nistituzioni senza fare sconti a nessuno.\n<\/p>\n<p>\nMa una risposta forte deve essere data soprattutto a livello<br \/>\nnazionale. A questo proposito lo sciopero degli immigrati del primo<br \/>\nmarzo acquista ancora pi&ugrave; importanza, un&rsquo;occasione forte per<br \/>\ncontrastare le politiche razziste e securitarie del Governo ma anche le<br \/>\nmafie che esercitano il loro potere sulle &ldquo;tratte degli schiavi&rdquo;: &egrave;<br \/>\nnostra intenzione lavorare per costruire per quella giornata una forte<br \/>\nmobilitazione anche nella nostra citt&agrave;.\n<\/p>\n<p>\nInoltre riteniamo necessario soprattutto lavorare per creare una<br \/>\npiattaforma condivisa e una proposta che possa rappresentare una seria<br \/>\nalternativa all&rsquo;attuale assenza e\/o inadeguatezza delle politiche della<br \/>\nmigrazione in Italia, che consentono l&rsquo;introduzione di leggi razziste e<br \/>\ngeneratrici di malessere e clandestinit&agrave; come la Bossi-Fini. Per questo<br \/>\nproponiamo per aprile la convocazione degli Stati generali<br \/>\ndell&rsquo;antirazzismo in Calabria, possibilmente a Riace &#8211; proprio per ci&ograve;<br \/>\nche in questo momento il borgo jonico rappresenta non solo in Calabria<br \/>\n&#8211; come momento di riflessione comune con tutti coloro che si occupano<br \/>\ndi immigrazione ad ogni livello.\n<\/p>\n<p>\n&nbsp;Rete Migranti Reggina&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; L&rsquo;&ldquo;EMERGENZA VENTENNALE&rdquo; NON E&rsquo; ANCORA FINITA &ldquo;SCHIAVITU&rsquo; DEL MIGRANTE, PRECARIATO E MAFIA: TRE ANELLI DELLA STESSA CATENA&rdquo; A Rosarno come nella Piana di Gioia Tauro e in Calabria esiste una societ&agrave; responsabile che in questi anni si &egrave; impegnata sul territorio, spesso in modo silenzioso e fuori dal clamore dei media, e che [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1289,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-56","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1289"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=56"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/56\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=56"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=56"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=56"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}