{"id":47,"date":"2009-12-10T11:02:36","date_gmt":"2009-12-10T10:02:36","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.autistici.org\/post\/2009\/12\/10\/ma-di-quale-ponte-parlano\/"},"modified":"2009-12-10T11:02:36","modified_gmt":"2009-12-10T10:02:36","slug":"ma-di-quale-ponte-parlano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=47","title":{"rendered":"MA  DI  QUALE  PONTE  PARLANO?"},"content":{"rendered":"<p><\/p>\n<p align=\"left\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: center\">\n&nbsp;\n<\/p>\n<p align=\"right\" class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: right\">\n<strong><em><span style=\"font-size: 11pt;letter-spacing: 1pt;font-family: Arial\">Alberto Ziparo<\/span><\/em><\/strong>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 9pt;letter-spacing: 1pt;font-family: Arial\">[docente presso la Facolt&agrave; di<br \/>\nArchitettura di Firenze, coordinatore delle ricerche universitarie sugli<br \/>\nimpatti del progetto del Ponte sullo Stretto e dei comitati scientifici delle<br \/>\nassociazioni ambientaliste (WWF,Legambiente,Italia nostra), estensori delle<br \/>\n&ldquo;Osservazioni al SIA&rdquo; del medesimo]<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: Arial\">&nbsp;<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">&nbsp;<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Il<br \/>\ngoverno ha confermato &ndash; stavolta ufficialmente &ndash; l&rsquo;accantonamento del progetto<br \/>\ndel Ponte sullo Stretto, specificando nella finanziaria che le &ldquo;risorse residue<br \/>\nad esso destinate verranno rifinalizzate in opere infrastrutturali e di difesa<br \/>\ndel suolo, urgenti e prioritarie per la Sicilia e la Calabria&rdquo;. <\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Lungi<br \/>\ndal sopirsi, come sarebbe logico, dibattiti e polemiche seguitano ad essere<br \/>\nvivaci, alimentate soprattutto dagli amici della lobby, che si spingono fino ad<br \/>\nannunciare un programma di realizzazione del progetto al di fuori dell&rsquo;azione<br \/>\ndell&rsquo;amministrazione centrale dello Stato. Come spesso avvenuto durante la<br \/>\nlunga storia del ponte,<span>&nbsp; <\/span>siamo tornati<br \/>\nalle chiacchiere propagandistiche, visto che a meno di realizzare una megaopera<br \/>\nabusiva, simili intenzioni sono vietate dalla Costituzione e dalle norme della<br \/>\nRepubblica; evidentemente sono funzionali alla prosecuzione di sprechi e<br \/>\nspeculazioni finanziarie e politiche, che peraltro hanno gi&agrave; molto colpito<br \/>\nintelligenza, pazienza e tasche di siciliani, calabresi, e ovviamente di tutti<br \/>\ngli italiani. I pontisti, per poter continuare ad urlare, sono costretti a<br \/>\nriportare indietro di una decina di anni i termini della discussione; infatti,<br \/>\nignorano importantissimi studi e ricerche che hanno illuminato la vicenda di<br \/>\nfondamentali elementi chiarificatori e hanno portato su posizioni assai<br \/>\ncritiche non solo politici di centro sinistra, ma, insieme al Ministro Bianchi<br \/>\n&ndash; che prima di essere un decisore &egrave; studioso e tecnico &ndash; gran parte della<br \/>\ncomunit&agrave; scientifica nazionale.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Nelle<br \/>\nprossime righe riportiamo una summa degli esiti di tali elaborazioni, per<br \/>\nsottolineare ulteriormente come le urla pro ponte oggi costituiscano, tra<br \/>\nl&rsquo;altro, un rovesciamento dei reali contenuti della questione e quindi un<br \/>\ngravissimo inganno per i cittadini della Sicilia e della Calabria. <\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Un&rsquo;<br \/>\ninfrastruttura inutile anzi critica per il sistema dei trasporti: il ponte era<br \/>\nstato concepito per servire il traffico di lunga distanza da e per la Sicilia;<br \/>\ninvece nello Stretto rester&agrave; in futuro sempre pi&ugrave; una mobilit&agrave; locale. Infatti<br \/>\nil trasporto di lunga distanza ha subito nelle ultime fasi fortissime<br \/>\ntrasformazioni: gli spostamenti hanno abbandonato gomma e ferrovia, per<span>&nbsp; <\/span>aerei ( i passeggeri) e navi (le merci). Gli<br \/>\nattraversamenti di lunga distanza tra Messina e Villa e viceversa erano<br \/>\ncomputabili in oltre undici milioni di unit&agrave; nel 1985, sono calati a poco pi&ugrave;<br \/>\ndi sei milioni e mezzo nel 2002. Intanto la Sicilia &egrave; passata da due aeroporti<br \/>\ne tre piste a sei aeroporti e una dozzina di piste (traffico aereo +3200%<br \/>\ncirca!) ed ha scoperto di avere una decina di porti industriali, utilizzati<br \/>\npoco o nulla per un&rsquo;industria che, se c&rsquo;era, se ne &egrave; andata, e stanno<br \/>\nassumendo, per adesso senza politiche di incentivo, sempre pi&ugrave; la<br \/>\nconfigurazione di terminal commerciali. &ldquo;Credevamo di studiare<br \/>\nun&rsquo;infrastruttura , invece studiavamo un monumento&rdquo; hanno commentato i migliori<br \/>\nstudiosi di economia dei trasporti.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Dal<br \/>\npunto di vista economico &egrave; fallita e tramontata la politica dei grandi poli<br \/>\nindustriali ed infrastrutturali, di cui il ponte sarebbe l&rsquo;ultimo enorme colpo<br \/>\ndi coda: basta osservarne le macerie, da Priolo e Gela, da Milazzo a Termini<br \/>\nImerese. Oggi lo sviluppo della Sicilia pu&ograve; venire solo dalla valorizzazione<br \/>\nsostenibile delle sue risorse territoriali e paesaggistiche, se fruite in<br \/>\nmaniera equilibrata e intelligente, piuttosto che essere degradate e distrutte<br \/>\nda consumo intensivo e sfrenato. Peraltro se la continuit&agrave; fisico- spaziale fosse<br \/>\nelemento cos&igrave; strategico e strutturale per lo sviluppo, non si capirebbe perch&eacute;<br \/>\nla Calabria, pure saldamente attaccata al continente, continui a presentare,<br \/>\npurtroppo, gli indicatori socioeconomici peggiori d&rsquo;Italia<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Dal<br \/>\npunto di vista occupazionale, basta leggere bene lo stesso progetto (che, al di<br \/>\nl&agrave; dei quasi quattrocento milioni di euro fin qui spesi, resta sostanzialmente<br \/>\nsempre lo stesso schema di massima): l&igrave; si ammette che, con il ponte, almeno<br \/>\nmet&agrave; degli addetti ai traghettamenti pubblici e privati diverrebbero esuberi<br \/>\n(saldo negativo di circa milleduecento unit&agrave;). Ed anche durante i cantieri &ndash;<br \/>\nche in ogni caso significano mano d&rsquo;opera temporanea che poi torna disoccupata<br \/>\n&ndash; le cifre sono assai pi&ugrave; ridotte, diverse da quelle agitate dalla propaganda,<br \/>\nse lette bene.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Dal<br \/>\npunto di vista urbanistico, ambientale e paesaggistico l&rsquo;operazione sarebbe un<br \/>\ndisastro: basta confrontare il progetto con le Linee Guida del Piano<br \/>\nTerritoriale Paesistico Regionale e con gli strumenti urbanistici dei Comuni<br \/>\ninteressati ( si veda il rapporto dell&rsquo;Ufficio tecnico del comune di Messina,<br \/>\npreoccupatissimo per gli impedimenti che le attrezzature del Ponte avrebbero<br \/>\ncomportato rispetto a funzioni essenziali per la citt&agrave;). Laddove le citt&agrave; dello<br \/>\nStretto hanno bisogno di bloccare e riqualificare l&rsquo;insediamento con operazioni<br \/>\n&ldquo;a grana fine&rdquo; di ristrutturazione, ecofunzionale e tipomorfologica, si propone<br \/>\nuna megastruttura concepita per un&rsquo;idea obsoleta di area dello Stretto che<br \/>\ndoveva puntare su grandi attrezzature e sui megapoli industriali di Milazzo,<br \/>\nGioia Tauro e Saline Jonica, mai realizzati. A fronte della riqualificazione<br \/>\nsostenibile, l&rsquo;attraversamento stabile rischia di produrre inaccettabili<br \/>\nscenari di megalopoli da quarto mondo.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">I<br \/>\ngravissimi problemi ambientali che la struttura comporterebbe, soprattutto su<br \/>\nGanzirri e Costa Viola, in un&rsquo;area quasi totalmente tutelata, non sono neppure<br \/>\naffrontati nel progetto: la commissione VIA del Ministero dell&rsquo;Ambiente del<br \/>\nprecedente governo &egrave; sotto inchiesta per &ldquo;falso ideologico&rdquo; dalla procura di<br \/>\nRoma, per avere &ndash; sotto le pressioni dell&rsquo;allora ministro delle infrastrutture<br \/>\ne dei vertici dell&rsquo;esecutivo &ndash; emesso parere, pure con moltissime prescrizioni,<br \/>\nstralciando dai documenti ufficiali le osservazioni relative agli impatti pi&ugrave;<br \/>\ncritici e irreversibili del progetto (In pratica, ministeri e CIPE hanno<br \/>\ncancellato gli aspetti che erano di difficile e impossibile risoluzione, nonostante<br \/>\nsi trovassero di fronte a documenti ufficialmente e formalmente allegati alla<br \/>\nprocedura). Questo riguardava anche gli enormi problemi sismologici, che<br \/>\nsembrano accentuarsi con l&rsquo;avanzare di ricerche ed esperienza. <\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Per<br \/>\nquanto riguarda il paesaggio c&rsquo;&egrave; ormai una letteratura di insigni paesaggisti<br \/>\npreoccupati della sfigurazione di una delle pi&ugrave; grandi opere d&rsquo;arte naturali<br \/>\ndella Terra: lo Stretto. Che con la paratia trasversale di oltre 1200 metri<br \/>\nquadri (costituita dal sistema pilastri-reticolare) perderebbe l&rsquo;unit&agrave;<br \/>\nscenografica, trasformandosi in una baia, gravata da coppie di &ldquo;Torri Gemelle&rdquo;,<br \/>\nmolto pi&ugrave; alte delle massime alture esistenti in zona e da coacervi di svincoli<br \/>\ne rampe.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Anche<br \/>\ncome simbolo, il progetto &egrave; vecchio: non a caso viene paragonato alla torre<br \/>\nEiffel (fine diciannovesimo secolo), al Golden Gate (inaugurato nel 1938 agli<br \/>\nalbori della civilt&agrave; dell&rsquo;auto, mezzo da cui, quasi un secolo dopo, dobbiamo<br \/>\ntendere a liberarci). Sono icone di una modernit&agrave; passata. Oggi sviluppo<br \/>\nsostenibile significa high tech e valorizzazione delle risorse ecologiche,<br \/>\nproprio quelle che il Ponte negherebbe nello Stretto.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Negli<br \/>\nstudi da cui sono tratte le considerazioni sintetiche precedenti, si sono<br \/>\nanalizzati gli aspetti riguardanti impatti e pianificazione, economica,<br \/>\ntrasportistica, territoriale, ambientale, paesaggistica. Di recente un gruppo<br \/>\ndi tecnici, accademici &ndash; di<span>&nbsp; <\/span>cui diversi,<br \/>\ngi&agrave; componenti del Consiglio Superiore dei Lavori pubblici &ndash; si sono soffermati<br \/>\nsugli aspetti della costruibilit&agrave;. Il rapporto finale ha rappresentato l&rsquo;<br \/>\nennesima bocciatura del progetto. &ldquo;Esistono nel progetto di massima una<br \/>\ntrentina di parametri scoperti (compresi quelli sismologici), di cui almeno la<br \/>\nmet&agrave; insormontabili. Per cui eventuali ulteriori risorse impiegate in<br \/>\nprogettazione definitiva ed esecutiva appaiono illeggittime&rdquo;. Tra l&rsquo;altro gli<br \/>\nstudiosi di evoluzione delle tecnologie dei materiali impiegabili stimano in<br \/>\ncentoventicinque anni, ad essere ottimisti, l&rsquo;orizzonte temporale per cui tutte<br \/>\nle strutture finora previste possano essere effettivamente pronte per<br \/>\nl&rsquo;utilizzo. Ricordando che, ad oggi, la pi&ugrave; lunga campata bifunzionale (gomma e<br \/>\nferrovia) esistente &egrave; di 550 metri e che anche l&rsquo;Akashi in Giappone, nonostante<br \/>\nl&rsquo;enorme impegno tecnico, finanziario ed economico, alla fine &egrave; stato costruito<br \/>\ncome ponte monofunzionale viario.&rdquo; Nel caso dello Stretto, peraltro, si<br \/>\ntratterebbe di assicurare una campata quasi doppia&rdquo;.<\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: 10pt;letter-spacing: 1pt;font-family: 'Arial Narrow'\">Questi<br \/>\nsono i veri termini della questione: ignorarli significa agire per motivi<br \/>\nestranei ad una corretta programmazione politica.<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Alberto Ziparo [docente presso la Facolt&agrave; di Architettura di Firenze, coordinatore delle ricerche universitarie sugli impatti del progetto del Ponte sullo Stretto e dei comitati scientifici delle associazioni ambientaliste (WWF,Legambiente,Italia nostra), estensori delle &ldquo;Osservazioni al SIA&rdquo; del medesimo] &nbsp; &nbsp; Il governo ha confermato &ndash; stavolta ufficialmente &ndash; l&rsquo;accantonamento del progetto del Ponte sullo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1289,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-47","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1289"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=47"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/47\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=47"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=47"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=47"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}