{"id":436,"date":"2011-09-15T12:40:35","date_gmt":"2011-09-15T10:40:35","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=436"},"modified":"2011-09-20T04:12:39","modified_gmt":"2011-09-20T02:12:39","slug":"436","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=436","title":{"rendered":"Il lungo purgatorio che ci attende"},"content":{"rendered":"<p><em> da<strong> Bifo<\/strong> pubblicato su<strong> <a href=\"http:\/\/www.looponline.info\/\">looponline<\/a><\/strong><br \/>\n<\/em><\/p>\n<div>\u201cL\u2019operaio  tedesco non vuol pagare il conto del pescatore greco\u201d  dicono i  pasdaran dell\u2019integralismo economicista. Mettendo lavoratori  contro  lavoratori la classe dirigente finanziaria ha portato l\u2019Europa   sull\u2019orlo della guerra civile.\u00a0 Le dimissioni di Stark segnano un punto   di svolta: un alto funzionario dello stato tedesco alimenta l\u2019idea   (falsa) che i laboriosi nordici stiano sostenendo i pigri mediterranei,   mentre la verit\u00e0 \u00e8 che le banche hanno favorito l\u2019indebitamento per   sostenere le esportazioni tedesche. Per spostare risorse e reddito dalla   societ\u00e0 verso le casse del grande capitale, gli ideologi neoliberisti   hanno ripetuto un milione di volte una serie di panzane, che grazie al   bombardamento mediatico e alla subalternit\u00e0 culturale della sinistra   sono diventati luoghi comuni, ovviet\u00e0 indiscutibili, anche se sono pure e   semplici contraffazioni.<\/div>\n<p>Elenchiamo alcune di queste  manipolazioni che sono l\u2019alfa e l\u2019omega  dell\u2019ideologia che ha portato  il mondo e l\u2019Europa alla catastrofe:<\/p>\n<p><strong>Prima manipolazione<\/strong>:<br \/>\nriducendo   le tasse ai possessori di grandi capitali si favorisce l\u2019occupazione.   Perch\u00e9? Non l\u2019ha mai capito nessuno. I possessori di grandi capitali  non  investono quando lo stato si astiene dall\u2019intaccare i loro  patrimoni,  ma solo quando pensano di poter far fruttare i loro soldi.  Perci\u00f2 lo  stato dovrebbe tassare progressivamente i ricchi per poter  investire  risorse e creare occupazione. La curva di Laffer che sta alla  base della  Reaganomics \u00e8 una patacca trasformata in fondamento  indiscutibile  dell\u2019azione legislativa della destra come della sinistra  negli ultimi  tre decenni.<br \/>\n<strong><br \/>\nSeconda manipolazione<\/strong>:<br \/>\nprolungando  il tempo di  lavoro degli anziani, posponendo l\u2019et\u00e0 della pensione si  favorisce  l\u2019occupazione giovanile. Si tratta di un\u2019affermazione  evidentemente  assurda. Se un lavoratore va in pensione si libera un  posto che pu\u00f2  essere occupato da un giovane, no? E se invece l\u2019anziano  lavoratore \u00e8  costretto a lavorare cinque sei sette anni di pi\u00f9 di  quello che era  scritto nel suo contratto di assunzione, i giovani non  potranno avere i  posti di lavoro che restano occupati. Non \u00e8 evidente?  Eppure le  politiche della destra come della sinistra da tre decenni a  questa parte  sono fondate sul misterioso principio che bisogna far  lavorare di pi\u00f9  gli anziani per favorire l\u2019occupazione giovanile.  Risultato effettivo: i  detentori di capitale, che dovrebbero pagare una  pensione al vecchietto  e un salario al giovane assunto, pagano invece  solo un salario allo  stanco non pensionato, e ricattano il giovane  disoccupato costringendolo  ad accettare ogni condizione di precariato.<\/p>\n<p><strong>Terza manipolazione<\/strong>:<br \/>\nOccorre   privatizzare la scuola e i servizi sociali per migliorarne la qualit\u00e0   grazie alla concorrenza. L\u2019esperienza trentennale mostra che la   privatizzazione comporta un peggioramento della qualit\u00e0 perch\u00e9 lo scopo   del servizio non \u00e8 pi\u00f9 soddisfare un bisogno pubblico ma aumentare il   profitto privato. E quando le cose cominciano a funzionare male, come   spesso accade, allora le perdite si socializzano perch\u00e9 non si pu\u00f2   rinunciare a quel servizio, mentre i profitti continuano a essere   privati.<\/p>\n<p><strong>Quarta manipolazione<\/strong>:<br \/>\nI salari sono  troppo alti,  abbiamo vissuto al disopra dei nostri mezzi dobbiamo  stringere la  cinghia per essere competitivi. Negli ultimi decenni il  valore reale dei  salari si \u00e8 ridotto drasticamente, mentre i profitti  si sono dovunque  ingigantiti. Riducendo i salari degli operai  occidentali grazie alla  minaccia di trasferire il lavoro nei paesi di  nuova industrializzazione  dove il costo del lavoro era e rimane a  livelli schiavistici, il  capitale ha ridotto la capacit\u00e0 di spesa.  Perch\u00e9 la gente possa comprare  le merci che altrimenti rimangono  invendute, si \u00e8 allora favorito  l\u2019indebitamento in tutte le sue forme.  Questo ha indotto dipendenza  culturale e politica negli attori sociali  (il debito agisce nella sfera  dell\u2019inconscio collettivo come colpa da  espiare), e al tempo stesso ha  fragilizzato il sistema esponendolo come  ora vediamo al collasso  provocato dall\u2019esplodere della bolla.<br \/>\n<strong><br \/>\nQuinta manipolazione<\/strong>:<br \/>\nl\u2019inflazione   \u00e8 il pericolo principale, al punto che la Banca centrale europea ha un   unico obiettivo dichiarato nel suo statuto, quello di contrastare   l\u2019inflazione costi quel che costi.<br \/>\nCos\u2019\u00e8 l\u2019inflazione? E\u2019 una   riduzione del valore del denaro o piuttosto un aumento dei prezzi delle   merci. E\u2019 chiaro che l\u2019inflazione pu\u00f2 diventare pericolosa per la   societ\u00e0, ma si possono creare dei dispositivi di compensazione (come era   la scala mobile che in Italia venne cancellata nel 1984, all\u2019inizio   della gloriosa \u201criforma\u201d neoliberista). Il vero pericolo per la societ\u00e0 \u00e8   la deflazione, strettamente collegata alla recessione, riduzione della   potenza produttiva della macchina collettiva. Ma chi detiene grandi   capitali, piuttosto che vederne ridotto il valore dall\u2019inflazione,   preferisce mettere alla fame l\u2019intera societ\u00e0, come sta accadendo   adesso. La Banca europea preferisce provocare recessione, miseria,   disoccupazione, impoverimento, barbarie, violenza, piuttosto che   rinunciare ai criteri restrittivi di Maastricht, stampare moneta, dando   cos\u00ec fiato all\u2019economia sociale, e cominciando a redistribuire   ricchezza. Per creare l\u2019artificiale terrore dell\u2019inflazione si agita lo   spettro (comprensibilmente temuto dai tedeschi) degli anni \u201920 in   Germania, come se causa del nazismo fosse stata l\u2019inflazione, e non la   gestione che dell\u2019inflazione fece il grande capitale tedesco e   internazionale.<\/p>\n<p>Ora tutto sta crollando, \u00e8 chiaro come il sole.   Le misure che la classe finanziaria sta imponendo agli stati europei   sono il contrario di una soluzione: sono un fattore di moltiplicazione   del disastro. Il salvataggio finanziario viene infatti accompagnato da   misure che colpiscono il salario (riducendo la domanda futura), e   colpiscono gli investimenti nella istruzione e nella ricerca (riducendo   la capacit\u00e0 produttiva futura), quindi immediatamente inducono   recessione. La Grecia ormai lo dimostra. Il salvataggio europeo ne ha   distrutto le capacit\u00e0 produttive, privatizzato le strutture pubbliche   demoralizzato la popolazione. Il prodotto interno lordo \u00e8 diminuito del   7% e non smette di crollare. I prestiti vengono erogati con interessi   talmente alti che anno dopo anno la Grecia sprofonda sempre pi\u00f9 nel   debito, nella colpa, nella miseria e nell\u2019odio antieuropeo. La cura   greca viene ora estesa al Portogallo, alla Spagna, all\u2019Irlanda,   all\u2019Italia. Il suo unico effetto \u00e8 quello di provocare uno spostamento   di risorse dalla societ\u00e0 di questi paesi verso la classe finanziaria.   L\u2019austerit\u00e0 non serve affatto a ridurre il debito, al contrario, provoca   deflazione, riduce la massa di ricchezza prodotta e di conseguenza   provocher\u00e0 un ulteriore indebitamento, fin quando l\u2019intero castello   croller\u00e0.<\/p>\n<p>A questo i movimenti debbono essere preparati. La   rivolta serpeggia nelle citt\u00e0 europee. In qualche momento, nel corso   dell\u2019ultimo anno, ha preso forma in modo visibile, dal 14 dicembre di   Roma Atene e Londra, all\u2019acampada del maggio-giugno di Spagna, fino alle   quattro notti di rabbia dei sobborghi d\u2019Inghilterra. E\u2019 chiaro che nei   prossimi mesi l\u2019insurrezione \u00e8 destinata a espandersi, a proliferare.   Non sar\u00e0 un\u2019avventura felice, non sar\u00e0 un processo lineare di   emancipazione sociale. La societ\u00e0 dei paesi \u00e8 stata disgregata,   fragilizzata, frammentata da trent\u2019anni di precarizzazione, di   competizione selvaggia nel campo del lavoro, e da trent\u2019anni di   avvelenamento psicosferico prodotto dalle mafie mediatiche, gestite da   criminali come Berlusconi e Murdoch.<\/p>\n<p>L\u2019insurrezione che viene sar\u00e0  un processo non sempre allegro, spesso  venato da fenomeni di razzismo,  di violenza autolesionista. Questo \u00e8  l\u2019effetto della  desolidarizzazione che il neoliberismo e la politica  criminale della  sinistra hanno prodotto nell\u2019esercito proliferante e  frammentato del  lavoro. Nei prossimi cinque anni possiamo attenderci un  diffondersi di  fenomeni di guerra civile interetnica, come gi\u00e0 si \u00e8  intravisto nei  fumi della rivolta inglese, ad esempio negli episodi  violenti di  Birmingham. Nessuno potr\u00e0 evitarlo, e nessuno potr\u00e0 dirigere   quell\u2019insurrezione, che sar\u00e0 un caotico riattivarsi delle energie del   corpo della societ\u00e0 europea troppo a lungo compresso, frammentato e   decerebrato. Il compito che i movimenti debbono svolgere non \u00e8 provocare   l\u2019insurrezione, dato che questa seguir\u00e0 una dinamica spontanea e   ingovernabile, ma creare (dentro l\u2019insurrezione o piuttosto accanto, in   parallelo) le strutture conoscitive, didattiche, esistenziali,   psicoterapeutiche, estetiche, tecnologiche e produttive che potranno   dare senso e autonomia a un processo in larga parte insensato e   reattivo. Nell\u2019insurrezione ma anche fuori di essa dovr\u00e0 crescere il   movimento di reinvenzione d\u2019Europa, ponendosi come primo obiettivo   l\u2019abbattimento dell\u2019Europa di Maastricht, il disconoscimento del debito e   delle regole che l\u2019hanno generato e lo alimentano, e lavorando alla   creazione di luoghi di bellezza e di intelligenza, di sperimentazione   tecnica e politica. La caduta d\u2019Europa (inevitabile) non sar\u00e0 un fatto   da salutare con gioia, perch\u00e9 aprir\u00e0 la porta a processi di violenza   nazionalista e razzista. Ma l\u2019Europa di Maastricht non pu\u00f2 essere   difesa. Compito del movimento sar\u00e0 proprio riarticolare un discorso   europeo basato sulla solidariet\u00e0 sociale, sull\u2019egualitarismo, sulla   riduzione del tempo di lavoro, sulla redistribuzione della ricchezza,   sull\u2019esproprio dei grandi capitali, sulla cancellazione del debito, e   sulla nozione di sconfinamento, di superamento della territorialit\u00e0   della politica. Abolire Maastricht, abolire Schengen, per ripensare   l\u2019Europa come forma futura dell\u2019internazionale, dell\u2019uguaglianza e della   libert\u00e0 (dagli stati, dai padroni e dai dogmi).<\/p>\n<p>E\u2019  probabile che il prossimo passaggio dell\u2019insurrezione europea  abbia  come scenario l\u2019Italia. Mentre Berlusconi ci ipnotizza con i suoi   funambolismi da vecchio mafioso, eccitando l\u2019indignazione legalitaria,   Napolitano ci frega il portafoglio. La divisione del lavoro \u00e8 perfetta.   Gli indignati d\u2019Italia credono che basti ristabilire la legalit\u00e0 perch\u00e9   le cose si rimettano a funzionare decentemente, e credono che i diktat   europei siano la soluzione per le malefatte della casta mafiosa   italiana. Dopo trent\u2019anni di Minzolini e Ferrara non ci dobbiamo   meravigliare che si possa credere a favole di questo genere.\u00a0 Il   Purgatorio che ci aspetta \u00e8 invece pi\u00f9 complicato e lungo.<\/p>\n<p>Dovremo   forse passare attraverso un\u2019insurrezione legalitaria che porter\u00e0 al   disastro di un governo della Banca centrale europea impersonato da un   banchiere o da un confindustriale osannato dai legalitari. Sar\u00e0 quel   governo a distruggere definitivamente la societ\u00e0 italiana, e i prossimi   anni italiani saranno peggiori dei venti che abbiamo alle spalle. E\u2019   meglio saperlo. Ed \u00e8 anche meglio sapere che una soluzione al problema   italiano non si trova in Italia, ma forse (e sottolineo forse) si   trover\u00e0 nell\u2019insurrezione europea.<\/p>\n<p><em><strong>Bifo<\/strong><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>da Bifo pubblicato su looponline<\/p>\n<p>\u201cL\u2019operaio tedesco non vuol pagare il conto del pescatore greco\u201d dicono i pasdaran dell\u2019integralismo economicista. Mettendo lavoratori contro lavoratori la classe dirigente finanziaria ha portato l\u2019Europa sull\u2019orlo della guerra civile.  Le dimissioni di Stark segnano un punto di svolta: un alto funzionario dello stato tedesco alimenta l\u2019idea (falsa) che i laboriosi nordici stiano sostenendo i pigri mediterranei, mentre la verit\u00e0 \u00e8 che le banche hanno favorito l\u2019indebitamento per sostenere le esportazioni tedesche. Per spostare risorse e reddito dalla societ\u00e0 verso le casse del grande capitale, gli ideologi neoliberisti hanno ripetuto un milione di volte una serie di panzane, che grazie al bombardamento mediatico e alla subalternit\u00e0 culturale della sinistra sono diventati luoghi comuni, ovviet\u00e0 indiscutibili, anche se sono pure e semplici contraffazioni.<br \/>\nElenchiamo alcune di queste manipolazioni che sono l\u2019alfa e l\u2019omega dell\u2019ideologia che ha portato il mondo e l\u2019Europa alla catastrofe:<\/p>\n<p>Prima manipolazione:<br \/>\nriducendo le tasse ai possessori di grandi capitali si favorisce l\u2019occupazione. Perch\u00e9? Non l\u2019ha mai capito nessuno. 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