{"id":38,"date":"2009-09-28T12:33:16","date_gmt":"2009-09-28T10:33:16","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.autistici.org\/post\/2009\/09\/28\/la-lettera-di-uno-sfortunato-tifoso-del-brescia\/"},"modified":"2009-09-28T12:33:16","modified_gmt":"2009-09-28T10:33:16","slug":"la-lettera-di-uno-sfortunato-tifoso-del-brescia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=38","title":{"rendered":"La lettera di uno sfortunato tifoso del Brescia"},"content":{"rendered":"<p>\nInoltriamo da <a href=\"http:\/\/www.infoaut.org\/articolo\/caro-ministro-maroni-mi-aiuti-io-non-cerco-vendetta-semmai-giustizia\"><span style=\"color: #ff0000\">i<\/span><span style=\"color: #ff0000\">nfoaut<\/span><\/a>.\n<\/p>\n<p>\nUna lettere inviata al Ministro Maroni, riguardante l&#8217;ingiustizia subita da un tifoso ad opera dei &quot;tutori dell&#8217;ordine&quot; e l&#8217;impossibilit&agrave; di ottenere giustizia, il tentativo di soffocare la notizia dell&#8217;accaduto, una routine consolidata come il caso di <a href=\"http:\/\/www.reti-invisibili.net\/morticarceri\/articles\/art_14088.html\">Marcello Lonzi<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.reti-invisibili.net\/aldrovandi\/\">Federico Aldrovandi<\/a>, <a href=\"http:\/\/www.reti-invisibili.net\/francescomastrogiovanni\/\">Francesco Mastrogiovanni<\/a>, persone, esseri umani morti sotto le mani di altre persone, con l&#8217;unica differenza di indossare una divisa, ma come dice Ascanio Celestini:<span style=\"color: #ff9900\"><a href=\"http:\/\/www.youtube.com\/watch?v=MjzpljP9v-o\">&quot;la divisa non si processa&quot; <\/a><\/span>\n<\/p>\n<p>\nCollettivo Unirc\n<\/p>\n<div>\n<div>\n<em><\/em><strong><br \/>\n<\/strong><em><\/p>\n<p><\/em><\/p>\n<div align=\"justify\">\n<em>Ero un allevatore di tori. Ero un ragazzo normale, con amicizie, una<br \/>\nragazza, passioni, sani valori. Ero soprattutto un grande tifoso del<br \/>\nBrescia. Una persona normale, come tante, direbbe Lei&#8230;. Poi a<br \/>\nVerona&nbsp;sono stato travolto da una carica di &ldquo;alleggerimento&rdquo; del<br \/>\nreparto celere&#8230;<\/em><\/p>\n<blockquote><p>\n\tIll.mo Ministro degli Interni<\/p>\n<p>\tp.c. Presidente della Repubblica<br \/>\n\tp.c. Presidente del Consiglio<br \/>\n\tp.c. Ministro di Giustizia<br \/>\n\tp.c. Sindaco di Brescia<br \/>\n\tp.c. Prefetto di Brescia<br \/>\n\tp.c. Questore di Brescia<br \/>\n\tp.c. Sindaco di Verona<br \/>\n\tp.c. giornali e tv\n<\/p><\/blockquote>\n<p>\n<strong><br \/>\nscrivo questa lettera alla vigilia dell&rsquo;anniversario <\/strong>di una data che mi ha cambiato la vita: il 24 settembre del 2005.<br \/>\nMi presento: sono Paolo Scaroni, abito a Castenedolo, piccolo paese della provincia di Brescia. <br \/>\nEro un allevatore di tori. <br \/>\nEro un ragazzo normale, con amicizie, una ragazza, passioni, sani<br \/>\nvalori -anche sportivi- e la giusta curiosit&agrave;. Facevo infatti molto<br \/>\nsport e viaggiavo quando potevo.<br \/>\nEro soprattutto un grande tifoso del Brescia.<br \/>\nUna persona normale, come tante, direbbe Lei.<\/p>\n<p>Oggi non lo sono pi&ugrave; (per la verit&agrave; tifoso del Brescia lo sono<br \/>\nrimasto, sebbene non possa pi&ugrave; vivere la partita allo stadio com&rsquo;ero<br \/>\nsolito fare: cantando, saltando, godendo oppure soffrendo).<\/p>\n<p>Tutto &egrave; cambiato il 24 settembre del 2005, nella stazione di Porta Nuova a Verona. <br \/>\nQuel giorno, alla pari di migliaia di tifosi bresciani -fra i quali<br \/>\nmolte famiglie e bambini- avevo deciso di seguire la Leonessa a Verona<br \/>\ncon le migliori intenzioni, per quella che si preannunciava una sfida<br \/>\ndecisiva per il nostro campionato di serie B. Finita la partita, siamo<br \/>\nstati scortati in stazione dalla polizia senza nessun intoppo o<br \/>\ntensione. Dopo essermi recato al bar sottostante la stazione, stavo<br \/>\ntornando con molta serenit&agrave; al treno riservato a noi tifosi portando<br \/>\ndell&rsquo;acqua al resto della compagnia (era stata una giornata molto calda<br \/>\ned eravamo quasi tutti disidratati). Tutti gli altri tifosi erano gi&agrave;<br \/>\npronti sui vagoni per fare velocemente ritorno a Brescia. Mancavano<br \/>\npochi minuti ed i binari della stazione erano completamente deserti.<br \/>\nCosa alquanto strana visto il periodo, l&rsquo;orario e soprattutto la citt&agrave;<br \/>\nin cui eravamo, centro nevralgico per il passaggio dei treni. <\/p>\n<p>Improvvisamente, senza alcun preavviso o motivo apparente, sono stato<br \/>\ntravolto da una carica di &ldquo;alleggerimento&rdquo; del reparto celere in<br \/>\nservizio quel giorno per mantenere l&rsquo;ordine pubblico e picchiato a<br \/>\nsangue, senza avere nemmeno la possibilit&agrave; di ripararmi. Sottratto al<br \/>\npestaggio dagli amici (colpiti loro stessi dalla furia delle<br \/>\nmanganellate), sono entrato in coma nel giro di pochissimo e quasi<br \/>\nmorto.<br \/>\nDopo circa venti minuti dall&rsquo;aver perso conoscenza sono stato caricato<br \/>\nsu un&rsquo;ambulanza -osteggiata, pi&ugrave; o meno velatamente, dallo stesso<br \/>\nreparto che mi aveva aggredito- e trasportato all&rsquo;ospedale di Borgo<br \/>\nTrento a Verona. L&igrave; sono stato operato d&rsquo;urgenza. L&igrave; sono stato<br \/>\nsalvato. L&igrave; sono tornato dal coma dopo molte settimane. L&igrave; ho passato<br \/>\nalcuni mesi della mia nuova vita. Una vita d&rsquo;inferno.<br \/>\nNel frattempo la mia famiglia, in uno stato d&rsquo;animo che fatico ad<br \/>\nimmaginare, subiva pressioni e minacce affinch&eacute; la mia vicenda<br \/>\nmantenesse un basso profilo. <br \/>\nAi miei amici non andava certo meglio, nonostante tutti gli sforzi per far uscire la verit&agrave;. <br \/>\nOvviamente, alcune cose di cui sopra le ho sapute molto tempo dopo la<br \/>\nmia aggressione. Il resto l&rsquo;ho scoperto grazie al lavoro del mio<br \/>\navvocato. <\/p>\n<p>Dalla ricostruzione dei fatti e tramite le tante testimonianze, emerge<br \/>\nun quadro inquietante, quasi da non credere; ma proprio per questo da<br \/>\nrendere pubblico.<br \/>\nIn seguito alle gravissime lesioni subite, presso la Procura della<br \/>\nRepubblica di Verona &egrave; iniziato un procedimento a carico di alcuni<br \/>\npoliziotti e funzionari identificati quali autori delle lesioni da me<br \/>\nsubite. Nonostante il Giudice per le Indagini Preliminari abbia<br \/>\nrespinto due volte la richiesta d&rsquo;archiviazione, il Pubblico Ministero<br \/>\nnon ha ancora esercitato l&rsquo;azione penale contro gli indagati.<br \/>\nMi domando per quale ragione ci&ograve; avvenga e perch&eacute; mi sia negata giustizia.<\/p>\n<p>Oggi, dopo avere perso quasi tutto, rimango perci&ograve; nell&rsquo;attesa di un<br \/>\nprocesso, nemmeno tanto scontato, considerati i precedenti ed i<br \/>\ntentativi di screditarmi. Oltretutto i poliziotti erano tutti a volto<br \/>\ncoperto, quindi non identificabili (com&rsquo;&egrave; possibile tutto questo?),<br \/>\nsebbene a comandarli ci fosse una persona riconoscibilissima. <br \/>\nDopo le tante bugie e cattiverie uscite in modo strumentale sul mio<br \/>\nconto a seguito della vicenda, aspetto soprattutto che mi venga<br \/>\nrestituita la dignit&agrave;.<br \/>\nIll.mo Ministro degli Interni, sebbene la mia vicenda non abbia destato<br \/>\nlo stesso scalpore, ricorda un po&rsquo; le tragedie di Gabriele Sandri, di<br \/>\nCarlo Giuliani, ed in particolare di Federico Aldrovandi (accaduta a<br \/>\npoche ore di distanza dalla mia), con una piccola, grande differenza:<br \/>\nio la mia storia la posso ancora raccontare, nonostante tutto.<\/p>\n<p>Le dinamiche delle vicende sopra citate forse non saranno identiche, ma<br \/>\nla volont&agrave; di uccidere s&igrave;, &egrave; stata la medesima. Altrimenti non si<br \/>\nspiega l&rsquo;accanimento di queste persone nei miei confronti, soprattutto<br \/>\nse si considera che non vi era una reale situazione di pericolo: era<br \/>\ntutto tranquillo; ero caduto a terra; ero completamente inerme. Ma le<br \/>\nmanganellate, come descrive il referto medico, non si sono pi&ugrave; fermate.<br \/>\n<br \/>\nForse, ho pensato, oltre alla vita volevano togliermi anche l&rsquo;anima.<br \/>\nPer farla breve, in pochi secondi ho perso quasi tutto quello per cui<br \/>\navevo vissuto -per questo mi sento ogni giorno pi&ugrave; vicino a Federico- e<br \/>\nsenza un motivo apparente. Sempre ovviamente che esista una<br \/>\ngiustificazione per scatenare tanta crudelt&agrave; ed efficienza.<\/p>\n<p>Le mie funzioni fisiche sono state ridotte notevolmente, e nonostante<br \/>\nla lunga riabilitazione a cui mi sottopongo da anni con molta tenacia<br \/>\nnon avr&ograve; molti margini di miglioramento. Questo lo so quasi con<br \/>\ncertezza: l&rsquo;unica cosa funzionante come prima nel mio corpo infatti &egrave;<br \/>\nil cervello, attivo come non mai. Dopo quattro anni non ho ancora<br \/>\nstabilito se questa sia stata una fortuna.<br \/>\nHo perso il lavoro, sebbene abbia un padre caparbio che insiste nel<br \/>\nmandare avanti la mia ditta, sottraendo tempo e valore ai suoi impegni.<br \/>\nHo perso la ragazza.<br \/>\nHo perso il gusto del viaggiare (il pi&ugrave; delle volte quelli che erano<br \/>\nitinerari di piacere si sono trasformati in veri e propri calvari a<br \/>\ncausa delle mie condizioni fisiche), nonostante mi spinga ancora molto<br \/>\nlontano.<br \/>\nHo perso soprattutto molte certezze, relative alla Libert&agrave;, al<br \/>\nRispetto, alla Dignit&agrave;, alla Giustizia e soprattutto alla Sicurezza.<br \/>\nQuella sicurezza che Lei invoca ogni giorno, e tenta d&rsquo;imporre sommando<br \/>\nnuove leggi e nuove norme a quelle gi&agrave; esistenti (fino a ieri molto<br \/>\nefficaci, almeno per l&rsquo;opinione pubblica).<\/p>\n<p>Peccato per&ograve; che queste leggi non abbiano saputo difendere me,<br \/>\nFederico, Carlo e Gabriele dagli eccessi di coloro che rappresentavano,<br \/>\nin quel momento, le istituzioni.<br \/>\nIll.mo Ministro degli Interni, alcune cose mi martellano pi&ugrave; di tutto:<br \/>\nogni giorno mi domando infatti cosa possa spingere degli uomini a<br \/>\ntanto. Non ho la risposta.<br \/>\nOgni giorno mi domando se qualcuna di queste tragedie potesse essere evitata. La risposta &egrave; sempre quella: s&igrave;.<br \/>\nA mio modesto parere, ci&ograve; che ha permesso a queste persone di liberare<br \/>\nla parte peggiore di s&eacute; &egrave; stata la sicurezza di farla franca. <br \/>\nSembra un paradosso, ma in un Paese come il nostro in cui si parla<br \/>\ntanto di &ldquo;certezza della pena&rdquo;, di &ldquo;responsabilit&agrave;&rdquo; e di &ldquo;omert&agrave;&rdquo;,<br \/>\nproprio coloro che dovrebbero dare l&rsquo;esempio agiscono impuniti<br \/>\ninfrangendo ogni legge scritta e non, disonorano razionalmente la<br \/>\ndivisa e l&rsquo;istituzione rappresentata, difendono chi fra loro sbaglia<br \/>\nimpunemente. <\/p>\n<p>Ill.mo Ministro degli Interni, dopo tante elucubrazioni, sono giunto ad<br \/>\nuna conclusione: se queste persone fossero state immediatamente<br \/>\nriconoscibili, responsabili perci&ograve; delle loro azioni, non si sarebbero<br \/>\ncomportate in quella maniera ed io non avrei perso tanto. <br \/>\nLe chiedo quindi: com&rsquo;&egrave; possibile che in Italia i poliziotti non<br \/>\nportino un segno di riconoscimento immediato come accade nella maggior<br \/>\nparte delle Nazioni europee?<br \/>\nIll.mo Ministro degli Interni, io non cerco vendetta, semmai Giustizia.<br \/>\nMi appello a Lei ed a tutte le persone di buon senso affinch&eacute; questi<br \/>\nuomini vengano fermati ed impossibilitati nello svolgere ancora il loro<br \/>\n&ldquo;dovere&rdquo;. <br \/>\nChiedo quindi che si faccia il processo e nulla sia insabbiato.<\/p>\n<p>Cordiali saluti.<br \/>\n<em><strong><br \/>\nPaolo Scaroni, vittima di uno Stato distratto<\/strong><\/em>\n<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Inoltriamo da infoaut. 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