{"id":36,"date":"2009-09-11T12:16:21","date_gmt":"2009-09-11T10:16:21","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.autistici.org\/post\/2009\/09\/11\/lettera-a-napolitano-la-verit-che-restiamo-senza-case\/"},"modified":"2009-09-11T12:16:21","modified_gmt":"2009-09-11T10:16:21","slug":"lettera-a-napolitano-la-verit-che-restiamo-senza-case","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=36","title":{"rendered":"Lettera a Napolitano: \u00abLa verit\u00e0 \u00e8 che restiamo senza case\u00bb"},"content":{"rendered":"<p>\n<span style=\"font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color: #333399\">&nbsp;Pubblichiamo una letteraaperta al presidente Napolitano, apparsa sul sito <a href=\"http:\/\/www.100x100aq.org\/\">www.100x100aq.org<\/a> dando cos&igrave; seguito alla divulgazione di quella che &egrave; la realt&agrave; dei fatti, e di come il governo stia agendo in quei luoghi dove l&#8217;emergenza crea una zona franca dove tutto &egrave; consentito, dove i diritti vengono smussati, dove gli affari legati al mercato edilizio fioriscono nelle mani dei soliti noti, dove la libert&agrave; di riunirsi e di diffondere notizie viene sistematicamente ignotrata. Pertanto l&#8217;invito &egrave; di diffondere il pi&ugrave; possibile queste informazioni<\/span>\n<\/p>\n<p align=\"right\">\n<span style=\"font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color: #333399\">Collettivo UniRC<\/span>\n<\/p>\n<p>\n&nbsp;\n<\/p>\n<p>\nCaro Presidente,<\/p>\n<p> le cronache sulla sua visita di ieri nella<br \/>\nnostra citt&agrave;, a cinque mesi dal terremoto del 6 aprile, parlano del<br \/>\ncalore con cui gli aquilani l&#8217;hanno accolta e riferiscono del conforto<br \/>\nda lei espresso nel vedere, dopo tutto quello che &egrave; successo, &ldquo;fiducia<br \/>\ne gente sorridente&rdquo; che &ldquo;crede molto nelle istituzioni&rdquo;. Altro, a parte<br \/>\nle note di colore, non &egrave; stato riportato. Sappiamo che ha parlato con i<br \/>\nresponsabili della Protezione Civile, con i rappresentanti locali. Ha<br \/>\navuto modo di chiedere, di vedere e di informarsi. Ma non ha aggiunto<br \/>\naltro. \n<\/p>\n<p><strong>E&#8217; vero caro Presidente.<\/strong><br \/>\nNoi, anche quelli che non erano l&igrave; a stringerle la mano o ad ascoltare<br \/>\nl&#8217;inno di Mameli, crediamo molto nelle istituzioni. Anzi moltissimo.<br \/>\nPerch&eacute; per noi le istituzioni rappresentano la possibilit&agrave; di<br \/>\naffrontare insieme i problemi di una comunit&agrave; per risolverli insieme.<br \/>\nQuindi dato che di problemi, dal 6 aprile, ne abbiamo un po&#8217; pi&ugrave; del<br \/>\nnormale, nelle istituzioni crediamo molto, anche perch&eacute; ne abbiamo<br \/>\nmolto bisogno. Questo lei lo sa, lo ha visto. Ha visto la distruzione<br \/>\nimmensa. Sa, come tutti noi, che da un evento del genere non ci si<br \/>\nriprende se non attraverso sforzi collettivi eccezionali e soprattutto<br \/>\nattraverso le scelte giuste. Altrimenti, semplicemente, le citt&agrave; e i<br \/>\npaesi muoiono. <\/p>\n<p><strong>Ha visto, caro Presidente, il sorriso riaffiorare su qualche volto degli abitanti di Onna.<\/strong><br \/>\nPerch&eacute; dopo i troppi lutti e la sofferenza di cinque mesi di tenda,<br \/>\npotranno avere un tetto nel piccolo villaggio di case di legno che<br \/>\nsorge accanto al paese distrutto. Ha potuto capire, caro Presidente,<br \/>\nche la speranza &egrave; nel poter riallacciare i fili spezzati con le persone<br \/>\ne i luoghi. E&#8217; poter restare insieme e restare l&igrave;. Vicino alla tua casa<br \/>\nrotta, o mezza rotta, smozzicata, scoperchiata, ma che &egrave; la tua casa.<br \/>\nLa speranza &egrave; di ricostruire la casa, la scuola, le strade e le piazze<br \/>\ne di ritrovarsi insieme. <\/p>\n<p><strong>Ma sulla strada che dall&#8217;Aquila conduce ad Onna, caro Presidente,<\/strong><br \/>\navr&agrave; visto anche il cantiere di Bazzano, dove si costruisce il pi&ugrave;<br \/>\ngrande dei 19 nuovi insediamenti destinati ad ospitare chi ha perso la<br \/>\ncasa. E&#8217; il Piano C.A.S.E. (Comitati Antisismici Sostenibili<br \/>\nEcompatibili), voluto dalla istituzione Protezione Civile, previsto da<br \/>\nun decreto legge dell&#8217;istituzione Governo, convertito in legge<br \/>\ndall&#8217;istituzione Parlamento, approvato con il sostegno convinto<br \/>\ndell&#8217;istituzione Regione Abruzzo e con l&#8217;avvallo delle istituzioni<br \/>\nProvincia e Comune dell&#8217;Aquila. E questa &egrave; tutta un&#8217;altra storia. Ed &egrave;,<br \/>\npurtroppo, quella vera che nulla ha a che vedere con la vicenda di<br \/>\nOnna, &egrave; il suo contrario. <\/p>\n<p><strong>Il Piano era gi&agrave; pronto, ambizioso e innovativo: <\/strong>per<br \/>\nla prima volta gli sfollati non sarebbero stati ridotti in roulotte o<br \/>\ncontainer ma, dopo qualche tempo in tenda, avrebbero avuto direttamente<br \/>\ncase vere, antisismiche, ecologiche e con tutti i comfort. Circa 5.000<br \/>\nabitazioni per circa 15.000 persone, che vi avrebbero abitato il tempo<br \/>\nnecessario a ricostruire la propria casa.<\/p>\n<p><strong>Cos&igrave; 30 mila persone sono state tenute in tenda per cinque mesi e altrettante,<\/strong><br \/>\nlontane negli alberghi della costa abruzzese, perch&eacute; tutti, in autunno,<br \/>\navrebbero potuto avere un tetto: chi riparando i danni lievi della<br \/>\npropria abitazione, chi trovando posto nelle nuove C.A.S.E.. Ma, caro<br \/>\nPresidente, non &egrave; andata cos&igrave;. Non gliel&#8217;hanno detto?<\/p>\n<p><strong>Le tende hanno cominciato a toglierle davvero<\/strong>,<br \/>\nsolo che le case danneggiate non sono state riparate e le C.A.S.E.,<br \/>\nquando saranno tutte consegnate (dicembre? febbraio? aprile?), non<br \/>\nbasteranno. Per cui le persone dalle tende vengono trasportate in<br \/>\ncaserma o in albergo &#8211; la destinazione viene comunicata poco prima in<br \/>\nmodo da ridurre il rischio di rimostranze. Gli alberghi dell&#8217;aquilano<br \/>\nsono pieni e quindi decine di migliaia di persone dovranno essere<br \/>\npiazzate in altri territori e province. Chi ha la fortuna di avere<br \/>\nancora lavoro a L&#8217;Aquila o ha un figlio da mandare a scuola, potr&agrave;<br \/>\nviaggiare con mezzi propri o autobus navetta, questi &ndash; pare &ndash; messi a<br \/>\ndisposizione dalle istituzioni. Gli altri staranno l&igrave; in attesa degli<br \/>\neventi.<\/p>\n<p><strong>Questa &egrave; la storia di una devastazione annunciata, caro Presidente. <\/strong>Lo<br \/>\nsmembramento delle comunit&agrave;, praticato all&#8217;indomani del terremoto,<br \/>\nviene proseguito dopo cinque mesi e perpetuato in quelli a venire.<br \/>\nPerch&eacute; non si &egrave; saputo e non si &egrave; voluto dare priorit&agrave; alla<br \/>\nricostruzione ma alla costruzione del nuovo. E poi l&#8217;antico adagio<br \/>\nresta valido: divide et impera. Se vuoi comandare sulle persone,<br \/>\ntienile separate. Nei campi tenda, dove le persone per forza stanno<br \/>\ninsieme, &egrave; vietato distribuire volantini, &egrave; vietato riunirsi e<br \/>\ndiscutere liberamente. I diritti e le libert&agrave; costituzionali, caro<br \/>\nPresidente. <\/p>\n<p><strong>Con tutte le nostre forze, da subito, abbiamo chiesto alle istituzioni<\/strong><br \/>\nche venissero risparmiate sofferenze, denaro pubblico e le bellezze del<br \/>\nterritorio, ricorrendo a case di legno, prefabbricati e simili.<br \/>\nSoluzioni rapide (4 settimane per averle pronte), economiche (un terzo<br \/>\ndi una C.A.S.A.), dignitose, sicure, che permettono di restare vicini<br \/>\nnel proprio territorio da ricostruire e che possono essere rimosse<br \/>\nquando non serviranno pi&ugrave;. Ma non c&#8217;&egrave; stato nulla da fare. Le<br \/>\nistituzioni non hanno voluto ascoltare.<br \/>\n Bisogna costruire le nuove<br \/>\nC.A.S.E. 24 ore al giorno, spendendo tutti i soldi che ci sono davvero<br \/>\n&#8211; oltre 700 mil. di euro &#8211; e usando pure quelli donati dagli italiani.<br \/>\nTirando su, in tutta fretta, insediamenti che saranno definitivi, dove<br \/>\ncapita, senza logica urbanistica, senza minimamente rispettare criteri<br \/>\ndi prossimit&agrave; ai nuclei precedenti. Intanto, tutto il resto, con<br \/>\nl&#8217;inverno alle porte, &egrave; fermo. Il riparabile non viene riparato, il<br \/>\ncentro storico resta immerso in un silenzio spettrale. Perch&eacute;?<\/p>\n<p><strong>Che farebbe lei caro Presidente, se a cinque mesi dal terremoto <\/strong>non<br \/>\nsapesse dove trovare una sistemazione per la sua famiglia, una scuola<br \/>\nper i suoi figli, un lavoro che ha perso? Se non avesse la minima idea<br \/>\ndi come e quando potr&agrave; riparare la sua casa, ammesso che ne abbia<br \/>\nancora una? Molti, troppi, non hanno potuto fare altro che andare via.<br \/>\nAccettare che, almeno per un po&#8217;, a L&#8217;Aquila non &egrave; possibile tornare.<br \/>\nMa se non ora, dopo cinque mesi, quando? Lo spopolamento in atto,<br \/>\ndiventer&agrave; progressivo e definitivo se qualcosa di importante non<br \/>\ncambier&agrave; e subito. <br \/>\n Tutto questo l&#8217;abbiamo denunciato, chiesto,<br \/>\nurlato, ogni volta che abbiamo potuto e come abbiamo potuto. Di tutto<br \/>\nquesto nessuno le ha detto nulla? Perch&eacute; nemmeno una perplessit&agrave;, un<br \/>\ndubbio nelle sue parole di ieri sulle scelte fatte? <\/p>\n<p><strong>Caro Presidente, ha ragione, noi ci crediamo davvero nelle istituzioni.<\/strong><br \/>\nEppure si sbaglia, caro Presidente, perch&eacute; di fiducia non ce n&#8217;&egrave; pi&ugrave;.<br \/>\nLa supponenza, l&#8217;arroganza, l&#8217;ignoranza, la complicit&agrave;, gli interessi<br \/>\ninconfessabili, l&#8217;incapacit&agrave; e l&#8217;inettitudine logorano la fiducia nelle<br \/>\nistituzioni. Come pure il silenzio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Pubblichiamo una letteraaperta al presidente Napolitano, apparsa sul sito www.100x100aq.org dando cos&igrave; seguito alla divulgazione di quella che &egrave; la realt&agrave; dei fatti, e di come il governo stia agendo in quei luoghi dove l&#8217;emergenza crea una zona franca dove tutto &egrave; consentito, dove i diritti vengono smussati, dove gli affari legati al mercato edilizio [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1289,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[3],"tags":[],"class_list":["post-36","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-generale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1289"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=36"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/36\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=36"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=36"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=36"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}