{"id":317,"date":"2011-08-14T15:28:36","date_gmt":"2011-08-14T13:28:36","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=317"},"modified":"2011-08-14T16:32:15","modified_gmt":"2011-08-14T14:32:15","slug":"solo-un%e2%80%99altra-rivolta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=317","title":{"rendered":"Solo un\u2019altra rivolta."},"content":{"rendered":"<p>Editoriale del Collettivo Lettere e Filosofia Firenze &#8211; AteneinRivolta Firenze<\/p>\n<p>La cronologia degli eventi della rivolta di questi giorni nel Regno Unito ricorda perfettamente quanto accaduto sei anni fa nelle banlieue francesi: allora, proprio come oggi, la scintilla fu la morte di un ragazzo in seguito ad un inseguimento per un piccolo furto; anche allora, come oggi, la risposta fu esplosiva, dapprima nella periferia della capitale, poi in tutti i centri principali della nazione.<\/p>\n<p>Parigi, Londra, due rivolte metropolitane simbolo degli equilibri instabili della societ\u00e0 odierna, ma che vanno ad aggiungersi ad altre caratteristicamente simili: Los Angeles, Atene, Napoli. La metropoli che si configura come un\u2019area dove le contraddizioni si acutizzano creando reazioni spesso inaspettate all\u2019occhio inattento di media e governanti, capaci solo di stigmatizzare i \u201ccriminali\u201d e di rispondere con la repressione, gettando benzina sul fuoco.<\/p>\n<p>S\u00ec, benzina sul fuoco, perch\u00e9 \u00e8 proprio il senso di abbandono da parte dello Stato e della politica che porta chi vive in aree urbane degradate, abbandonate a se stesse perch\u00e9 non incluse nella Londra o nella Parigi da cartolina, ad accumulare ostilit\u00e0 e rabbia per poi esternarle senza limiti quando la misura si fa colma.<\/p>\n<p>La complessit\u00e0 di questi eventi \u00e8 data non solo dalla molteplicit\u00e0 di input che li animano ma dai soggetti che ne sono protagonisti: giovani, precari, abitanti dei margini della societ\u00e0. Qui sta la loro \u201cdifferenza in comune\u201d, pur se con caratteristiche diverse in ogni paese, ognuno di essi \u00e8 simile per le condizioni che ne fanno una soggettivit\u00e0 unica, condizioni che portano poi una rivolta nata da un evento apparentemente secondario a divenire simbolo della soggettivit\u00e0 stessa: la precariet\u00e0.<\/p>\n<p>Il fatto che proprio a Londra si sia data una rivolta di questo genere non \u00e8 emblematico di come siano falsi i miti della Londra capitale della multiculturalit\u00e0, ma di quanto, piuttosto, l\u2019ingiustizia sociale, in assenza di riferimenti politici, trovi sempre una valvola di sfogo.<\/p>\n<p>Due mesi prima dell\u2019omicidio di Mark Duggan, sul Guardian appariva un articolo che titolava con una domanda profetica \u201cChi dar\u00e0 voce al precariato?\u201d, articolo che ha suscitato polemiche e critiche, ma che poneva una domanda evidentemente ben posta. La risposta adesso \u00e8 stata data, la questione sta nell\u2019ascoltarla.<\/p>\n<p>Se ci fermassimo all\u2019analisi dei fatti di Londra soltanto attraverso quanto si legge dai giornali o dalle dichiarazioni del governo inglese, la lettura sarebbe tanto semplice quanto errata: bande di criminali che sfruttano un avvenimento drammatico in maniera strumentale, per commettere atti di vandalismo e saccheggiare negozi.<\/p>\n<p>Si leggono per\u00f2 anche molte opinioni \u201cda sinistra\u201d simili a quelle sopracitate: si tratta di una rivolta priva di caratteri politici, un\u2019altra rivolta senza una vera coscienza capace di portare istanze o rivendicazioni, paragonabile semmai al fenomeno ultras o al fascino per la delinquenza derivante dalla cultura hip-hop americana.<\/p>\n<p>Parere approssimativo, anche se quest\u2019ultima caratteristica \u00e8 pi\u00f9 che vera: odio per lo Stato, sentimento di abbandono da parte della societ\u00e0 ed assenza di prospettive per il futuro vanno ad intrecciarsi a quella che \u00e8 l\u2019influenza della cultura dominante: dal consumismo tipico del capitalismo occidentale allo status simbol del cantante hip-hop di successo, circondato da belle donne ed auto di lusso.<\/p>\n<p>Questo mix \u00e8 proprio ci\u00f2 che rende questi eventi ad essere, da un lato, utili a mettere in evidenza le contraddizioni che il sistema capitalista sta portando sempre pi\u00f9 all\u2019esasperazione, dall\u2019altro per\u00f2 sono potenzialmente pericolose, sia perch\u00e9 sono occasione per legittimare una stretta repressiva, sia perch\u00e9 la frammentazione sociale e l\u2019assenza di un immaginario costruttivo che li hanno portato in piazza possono anche portare a derive reazionarie.<\/p>\n<p>Da qui nasce la necessit\u00e0 di leggere queste rivolte non come pure esplosioni di rabbia, ma come eventi prepolitici, che si legano necessariamente alla crisi economica ed alle decine di rivolte che in tutto il mondo si stanno riproducendo, tanto da non poter pi\u00f9 rintracciare la scintilla originale: la crisi greca, la primavera nord-africana ed i movimenti studenteschi contro il processo di Bologna\u2026 possiamo procedere a ritroso fino a Genova 2001 o anche oltre.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 prepolitici? Perch\u00e9 se dall\u2019essere una rivolta contro un\u2019ingiustizia sociale, l\u2019omicidio di Duggan  e l\u2019affossamento delle responsabilit\u00e0 da parte della polizia, ben presto si \u00e8 trasformata in un\u2019offensiva contro l\u2019inaccessibilit\u00e0 dei beni \u201cdi lusso\u201d, ci\u00f2 non significa che abbia cessato di essere sociale, anzi! Qui \u00e8 necessario soffermarsi per capire cosa siano questi beni di lusso. I moti ottocenteschi ai quali si tende paragonare questi eventi erano \u201crivolte del pane\u201d, nascevano da bisogni primari di lavoratori che concepivano come un lusso addirittura possedere un vero tetto sopra la testa. Oggigiorno scarpe, abiti e strumenti tecnologici non sono beni di lusso, ma beni di prima necessit\u00e0, soprattutto per chi \u00e8 cresciuto negli anni novanta, ossia dopo l\u2019avvento di internet.<\/p>\n<p>Assaltare negozi per appropriarsi di ci\u00f2 che non si pu\u00f2 possedere, ma che ogni giorno ci viene sbattuto in faccia in tv e nei cartelloni pubblicitari, \u00e8 una forma di lotta contro un\u2019alienazione simile a quella dei lavoratori ottocenteschi che si riappropriavano del pane che producevano o delle fabbriche nelle quali lavoravano.<\/p>\n<p>Compresa l\u2019importanza di queste rivolte sociali, ma non ancora politiche, bisogna connetterle alla dimensione globale della crisi e delle resistenze che ad essa, o meglio, a chi la crisi l\u2019ha creata, si oppongono, per evitare che restino un semplice sfogo della generazione \u201cno future\u201d, come fossero una nuova ondata punk.<\/p>\n<p>Per questo non dobbiamo dare ascolto alle testate inglesi che si sono apprestate a negare l\u2019importanza politica della rivolta inglese, scongiurando qualsiasi possibilit\u00e0 che da quest\u2019ultima possano nascere delle rivendicazioni sociali. Se \u00e8 vero che esplicitamente i rioters non avanzano richieste, le loro pratiche, le loro motivazioni lo fanno a gran voce!<\/p>\n<p>Trovare il bandolo della matassa \u00e8 compito arduo, ma non dobbiamo cadere nel tranello di chi, per malafede o per miopia, non coglie le nuove forme dell\u2019inafferrabile soggettivit\u00e0 che vive il precariato, la frammentazione \u00e8 la sua, la nostra, debolezza, ma in questi mesi stiamo sperimentandone la forza: dalla Grecia alla Spagna, adesso fino nel Regno Unito, il nostro turno si avvicina.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Editoriale del Collettivo Lettere e Filosofia Firenze &#8211; AteneinRivolta Firenze La cronologia degli eventi della rivolta di questi giorni nel Regno Unito ricorda perfettamente quanto accaduto sei anni fa nelle banlieue francesi: allora, proprio come oggi, la scintilla fu la morte di un ragazzo in seguito ad un inseguimento per un piccolo furto; anche allora, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1289,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-317","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-sociale"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/317","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1289"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=317"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":319,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/317\/revisions\/319"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=317"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=317"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=317"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}