{"id":293,"date":"2011-07-24T12:45:38","date_gmt":"2011-07-24T10:45:38","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=293"},"modified":"2011-07-24T12:45:38","modified_gmt":"2011-07-24T10:45:38","slug":"293","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=293","title":{"rendered":""},"content":{"rendered":"<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>Da<\/p>\n<h1><a href=\"http:\/\/antoniomazzeoblog.blogspot.com\/\" target=\"_blank\">Antonio Mazzeo Blog<\/a><\/h1>\n<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Affari di mafia sullo Stretto<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<div>\n<h2>DOMENICA 24 LUGLIO 2011<\/h2>\n<div>\n<div>\n<div>\n<h3>Il nodo strategico di Sigonella. Interventi in Africa e nuove tecnologie militari<\/h3>\n<div>\n<div>Dal 1973 \u00e8 una delle stazioni aeronavali chiave per gli interventi militari USA in Europa orientale, Africa, Medio Oriente e sud-est asiatico ed una delle infrastrutture\u00a0\u00a0estere che ha assorbito i maggiori investimenti da parte del Pentagono (poco meno di un miliardo di dollari negli ultimi 15 anni). Si tratta di Sigonella, la grande base dell\u2019US Navy che sorge nella piana di Catania, oggi trampolino di lancio degli attacchi della coalizione internazionale a guida NATO contro le forze armate libiche fedeli a Gheddafi.<\/div>\n<div>Congiuntamente ad un\u2019altra base siciliana (Trapani-Birgi), Sigonella sta funzionando da vero e proprio\u00a0<em>hub<\/em> per la movimentazione di uomini, mezzi e sistemi d\u2019arma destinati allo scacchiere di guerra libico.\u00a0<strong>Operano in particolare dalla stazione aeronavale gli aerei senza pilota UAV\u00a0<em>MQ-1 Predator<\/em>che il Pentagono sta utilizzando per bombardare caserme, aeroporti, postazioni radar e centri di telecomunicazione. Secondo l\u2019<em>International Institute for Strategic Studies (IISS)<\/em>di Londra, nella base siciliana sono stati schierati due squadroni dell\u2019US Air Force con velivoli\u00a0<em>Predator<\/em>. <\/strong>Realizzati dalla General Atomics Aeronautical Systems Inc., i velivoli misurano 8,22 metri di lunghezza, raggiungono medie altitudini (sino a 9.000 metri sul livello del mare) e hanno un\u2019autonomia di volo di 40 ore. I sensori ottici e i sistemi di video-sorveglianza possono individuare e fotografare qualsiasi target anche in condizioni di intensa nuvolosit\u00e0. Ma pi\u00f9 che aerei spia, i\u00a0<em>Predator<\/em> sono un\u2019arma letale in grado d\u2019intercettare ed eliminare gli obiettivi con estrema precisione grazie ai missili aria-terra a guida laser AGM-114 \u201cHelfire\u201d di cui sono armati.<\/div>\n<div>Per le missioni d\u2019intelligence e per dirigere gli attacchi, il Pentagono utilizza pure un altro tipo di velivolo senza pilota, l\u2019<em>RQ-4 Global Hawk<\/em> (\u201cfalco globale\u201d), prodotto dalla Northrop Grumman. \u00c8 il \u201cgrande fratello\u201d teleguidato che intercetta ogni movimento sospetto in aree che si estendono per migliaia di chilometri quadrati, l\u2019anello strategico delle catene di controllo e comando delle guerre del XXI secolo, quelle a costo zero \u2013 in termini di vittime &#8211; per gli eserciti che le scatenano, e dove restano invisibili i morti, civili e militari, dei paesi che le subiscono. Di dimensioni nettamente maggiori del\u00a0<em>Predator<\/em>, i \u201cfalchi globali\u201d godono di un\u2019autonomia di volo di circa 30 ore e possono volare a 60.000 piedi di altezza in qualsiasi condizione meteorologica. Il viceammiraglio William Gortney, in un\u2019intervista alla stampa statunitense, ha confermato che il<em>Global Hawk<\/em> \u201csta fornendo una sorveglianza continua del territorio libico, eseguendo missioni di volo dalla base aerea di Sigonella\u201d. Dopo aver ingrandito con i propri visori di bordo le immagini captate e calcolate le coordinate geografiche dei potenziali obiettivi, il grande UAV invia le informazioni ai centri di analisi terrestri e agli aerei-radar AWACS della NATO (questi ultimi operativi da Trapani-Birgi) che stabiliscono i target da bombardare con i cacciabombardieri, i missili da crociera e i\u00a0<em>Predator<\/em>.<\/div>\n<div>Anche se il primo dei\u00a0<em>Global Hawk<\/em> \u00e8 giunto segretamente solo nell\u2019ottobre del 2010, la base di Sigonella \u00e8 destinata a divenire la \u201ccapitale internazionale\u201d di questi velivoli destinati a coordinare i futuri attacchi, convenzionali e nucleari, contro ogni possibile obiettivo nemico in tre continenti (Europa, Asia ed Africa). Stando ai piani del Pentagono, nello scalo sar\u00e0 pienamente operativo entro il 2012 un plotone di 4-5\u00a0<em>Global Hawk<\/em>, mentre altri cinque velivoli saranno consegnati entro il 2015 ai reparti della Marina USA di stanza in Sicilia. Anche per questo \u00e8 in avanzata fase di realizzazione un complesso per la manutenzione generale dei \u201cfalchi globali\u201d in dotazione alle forze armate statunitensi, un programma considerato di \u201caltissimo valore strategico\u201d dal Dipartimento della difesa, i cui lavori sono stati appaltati alla CMC di Ravenna (Legacoop).\u00a0La NATO, da parte sua, ha scelto la stazione aeronavale quale \u201cprincipale base operativa\u201d dell\u2019<em>Alliance Ground Surveillance \u2013 AGS<\/em>, il nuovo sistema di sorveglianza terrestre dell\u2019Alleanza atlantica. Entro il 2014 giungeranno a Sigonella 800 militari, sei velivoli\u00a0<em>Global Hawk<\/em> di ultima generazione e le stazioni fisse e trasportabili progettate per supportare il dispiegamento in tempi rapidi e in qualsiasi scenario internazionale delle unit\u00e0 terrestri, aeree e navali della Forza di Risposta (NRF) della NATO, divenuta operativa nel giugno 2006. \u201cGrazie all\u2019<em>Alliance Ground Surveillance<\/em>,\u00a0la NATOacquisir\u00e0 una considerevole flessibilit\u00e0 nell\u2019impiego della propria capacit\u00e0 di sorveglianza di vaste aree di territorio in modo da adattarla alle reali necessit\u00e0 operative\u201d, ha dichiarato Peter C. W. Flory, vicesegretario generale NATO per gli investimenti alla difesa. \u201cL\u2019AGS sar\u00e0 un elemento chiave per assicurare l\u2019assunzione delle decisioni politiche dell\u2019Alleanza e la realizzazione dei piani militari\u201d.<\/div>\n<div>Il ruolo strategico di Sigonella nelle operazioni in Libia \u00e8 consacrato pure dai velivoli per il pattugliamento marittimo P-3C \u201cOrion\u201d, gioielli dell\u2019intelligence navale convertiti in aerei d\u2019attacco: la US Navy ha dotato gli \u201cOrion\u201d dei missili aria-superficie AGM-65 \u201cMaverick\u201d, ampiamente utilizzati per distruggere le imbarcazioni libiche. Sigonella offre inoltre il supporto tecnico-logistico agli aerei a decollo verticale V-22 \u201cOspreys\u201d, agli elicotteri CH-46 \u201cSea Knight\u201d e CH-53E \u201cSuper Stallion\u201d, e ai cacciabombardieri F-15 ed F-16 \u201c<em>Fighting Falcon<\/em>\u201d che l\u2019US Air Force ha trasferito nel Canale di Sicilia. Da Sigonella partono inoltre i ricognitori Boeing RC-135 \u201cRivet Joint\u201d, i velivoli di sorveglianza elettronica EP-3E \u201cAries II\u201d, quelli per il rilevamento dei segnali radar EA-18G \u201cGrowlers\u201d e gli aerei cisterna KC-130 e KC-135 utilizzati per il rifornimento dei velivoli impegnati nei raid, compresi i cacciabombardieri strategici B-2 (gli \u201caerei invisibili\u201d) giunti direttamente dalla costa orientale degli Stati Uniti d\u2019America. Nella base sarebbero pure schierati gli aerei A-10 \u201cThunderbolt\u201d e AC 130 \u201cSpectre\u201d, infernali strumenti di morte dell\u2019US Air Force. Il \u201cThunderbolt\u201d \u00e8 armato con un cannone lungo pi\u00f9 di sei metri, il GAU-8\/ \u201cAvenger\u201d (<em>vendicatore<\/em>), in grado di sparare fino a 4.200 colpi al minuto. I proiettili di 30 centimetri contengono ognuno 300 grammi di uranio impoverito per perforare blindati e carri armati. Conti alla mano, ad ogni raffica l\u2019\u201cAvenger\u201d disperde nell\u2019ambiente pi\u00f9 di 15 chili di microparticelle radioattive. Lo \u201cSpectre\u201d, invece, pu\u00f2 essere dotato alternativamente di un cannone da 105 millimetri o da cannoncini da 40 e 25 millimetri con proiettili perforanti anti-carro. Sempre secondo<strong> l\u2019<em>International Institute for Strategic Studies<\/em> <\/strong>sono pure presenti a Sigonella sei cacciabombardieri F-16AM dell\u2019aeronautica danese (armati di bombe GBU-49 da 500 libbre); otto cacciaintercettori JAS-39 e un aereo cisterna Tp-84 dell\u2019aeronautica militare svedese; due pattugliatori marittimi Lockheed CP-140 \u201c<em>Aurora\u201d (con missili MK-46 Mod V),<\/em> canadesi; sei caccia F-16C\u00a0<em>e<\/em><em> un<\/em><em> <\/em>aereo cisterna Boeing KC-135 \u201cStratotanker\u201d dell\u2019aeronautica militare turca.<\/div>\n<div>L\u2019<em>African Connection<\/em> della base USA di Sigonella non passa per\u00f2 solo dal conflitto libico. Organismi, reparti e mezzi di stanza in Sicilia operano da tempo remoto nel continente nero. Ufficiali del\u00a0<em>Naval Criminal Investigative Service<\/em>(NCIS) vengono impegnati nell\u2019addestramento \u201cin tecniche di sicurezza marittime e portuali\u201d dell\u2019<em>Africa Partnership Station<\/em>(APS), la forza multinazionale che gli Stati Uniti hanno promosso con numerosi paesi dell\u2019Africa occidentale e centrale. La maggior parte delle operazioni di rifornimento armi, munizioni e carburante delle unit\u00e0 impegnate in esercitazioni in ambito APS sono coordinate dal\u00a0<em>Naval Supply Center (NAVSUP) \u201cEchelon IV\u201d<\/em>, il centro della US Navy che coordina da Sigonella la logistica dei reparti statunitensi nell\u2019area mediterranea e mediorientale. Ufficiali della\u00a0<em>Combined Task Force 67 &#8211; CTF-67<\/em>, partecipano invece alle sempre pi\u00f9 numerose esercitazioni congiunte USA-forze armate africane. Il\u00a0<em>CTF-67<\/em> \u00e8 il comando che sovrintende le operazioni nel Mediterraneo delle forze aeree della Marina militare ed \u00e8 stato trasferito da Napoli a Sigonella nell\u2019ottobre 2004 proprio per rafforzare la sua proiezione in Africa.<\/div>\n<div>Il fiore all\u2019occhiello delle nuove politiche interventiste USA nel continente \u00e8 per\u00f2 rappresentato dalla\u00a0<em>Joint Task Force JTF Aztec Silence<\/em>, la forza speciale creata dal Dipartimento della difesa per condurre missioni d\u2019intelligence, sorveglianza terrestre, aerea e navale, nonch\u00e9 vere e proprie operazioni di combattimento in Africa settentrionale ed occidentale. Il generale James L. Jones, al tempo comandante delle forze armate USA in Europa (Eucom), in un\u2019audizione davanti alla sottocommissione difesa del Senato (1 marzo 2005), ha spiegato che\u00a0<em>JTF Aztec Silence<\/em> \u00e8 stato istituita nel dicembre 2003 \u201cper contrastare il terrorismo transnazionale nei paesi del nord Africa e costruire alleanze pi\u00f9 strette con i governi locali\u201d. \u201cA sostegno di\u00a0<em>JTF Aztec Silente<\/em> \u2013 ha aggiunto il gen. Jones &#8211; le forze d\u2019intelligence, sorveglianza e riconoscimento (ISR) della US Navy basate a Sigonella, Sicilia, sono state utilizzate per raccogliere ed elaborare informazioni con le nazioni partner. Questo robusto sforzo cooperativo ISR \u00e8 stato potenziato grazie all\u2019utilizzo delle informazioni raccolte dalle forze nazionali locali\u201d.<\/div>\n<div>Alla\u00a0<em>Joint Task Force Aztec Silence<\/em> sono attribuite in particolare le missioni della\u00a0<em>Operation Enduring Freedom \u2013 Trans Sahara<\/em> (OEF-TS), il complesso delle\u00a0operazioni militari condotte dagli Stati Uniti e dai suoi partner africani nella vasta area del Sahara-Sahel. Per OEF-TS le forze armate USA hanno potuto contare sino ad oggi sulla collaborazione di\u00a0ben undici paesi: Algeria, Burkina Faso, Libia, Marocco, Tunisia, Ciad, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria e Senegal.\u00a0Pi\u00f9 propriamente, OEF-TS \u00e8 la componente militare della pi\u00f9 ambiziosa\u00a0<em>Trans Sahara Counter Initiative<\/em> (TSCTI), il\u00a0piano a lungo termine degli Stati Uniti d\u2019America per \u201cprevenire i conflitti\u201d nella regione, \u201cattraverso un\u2019ampia gamma di strumenti politici, economici e per la sicurezza\u201d. All\u2019iniziativa trans-sahariana sono stati destinati\u00a0circa 100 milioni all\u2019anno dal 2009 al 2013. Sino al dicembre 2007,\u00a0la\u00a0<em>JTF Aztec<\/em><em>Silence<\/em> si basava sullo sforzo operativo di differenti squadroni di pattugliamento aereo della US Navy che venivano trasferiti in Sicilia per periodi di circa sei mesi da basi aeronavali statunitensi. In seguito, il Comando centrale degli Stati Uniti ha istituito il\u00a0<em>Patrol Squadron Sigonella (Patron Sig)<\/em>, assegnando in pianta stabile in Sicilia uomini e mezzi provenienti da tre differenti squadroni (VP-5, VP-8 e VP-16), pi\u00f9 il personale del\u00a0<em>Consolidated Maintenance Organization<\/em> di Jacksonville (Virginia), addetto alla manutenzione dei velivoli. L\u2019elemento strategico per \u201cindividuare, attaccare e colpire\u201d gli obiettivi nemici \u00e8 rappresentato dall\u2019aereo radar P-3C \u201cOrion, nato per il pattugliamento marittimo e la guerra antisottomarini, ma che a partire dagli anni \u201890 \u00e8 stato orientato sempre di pi\u00f9 alle attivit\u00e0 ISR e alla cosiddetta \u201clotta al terrorismo\u201d, l\u2019eufemismo di Washington per giustificare i programmi di guerra globale. Come abbiamo visto, oggi l\u2019\u201cOrion \u00e8 anche un efficace strumento per bombardare obiettivi civili e militari in Libia.<\/div>\n<div>Con la costituzione di AFRICOM, il comando USA per le operazioni terrestri, aeree e marittime nel continente africano, sta ulteriormente crescendo il traffico aereo a Sigonella, specie dei velivoli che trasportano i reparti e i mezzi statunitensi destinati ai teatri pi\u00f9 \u201ccaldi\u201d del nord Africa e dell\u2019Africa sub-sahariana. Una sfida, quella rappresentata dalle nuove missioni nel continente, che ha costretto gli strateghi dell\u2019<em>Air Mobility Command (AMC)<\/em>, l\u2019alto comando per la mobilit\u00e0 aerea, a pianificare investimenti multimilionari per potenziare le grandi infrastrutture militari presenti nell\u2019area mediterranea. Secondo quanto pubblicato il 25 marzo 2008 dal quotidiano delle forze armate USA,\u00a0<em>Stars and Stripes<\/em>, per rispondere ai bisogni di AFRICOM \u201csar\u00e0 necessario che una parte\u00a0del personale dell\u2019<em>Air Mobility Command<\/em> ospitato in Gran Bretagna e Germania venga trasferito in alcune basi d\u2019Italia, Spagna e Portogallo\u201d. Il generale Duncan J. McNabb, la pi\u00f9 alta autorit\u00e0 militare nel settore del trasporto aereo statunitense, in un\u2019intervista rilasciata al periodico\u00a0<em>Air Forces Magazine<\/em> (novembre 2008), ha spiegato che \u201cper assicurare il successo dell\u2019intervento in Africa\u201d, \u00e8 indispensabile \u201csviluppare le infrastrutture delle basi chiave, come Lajes Field, l\u2019isola Ascensione nell\u2019Atlantico e Sigonella, Sicilia\u201d. \u201cL\u2019Air Mobility Command &#8211; ha aggiunto McNabb \u2013 sta lavorando con il comando dell\u2019US Air Force in Europa per trasferire in queste installazioni, dalla base aerea di Ramstein, Germania, il traffico aereo di AFRICOM\u201d.<\/div>\n<div>I sempre pi\u00f9 numerosi arrivi nella base siciliana dei giganteschi aerei cargo dell\u2019US Air Force, congiuntamente al dispiegamento dei velivoli senza pilota del tipo\u00a0<em>Global Hawk<\/em>e\u00a0<em>Predator<\/em>, rischiano di rendere ancora pi\u00f9 sovraffollati gli spazi aerei della Sicilia e di buona parte del sud Italia, con prevedibile peggioramento delle condizioni di sicurezza per il traffico civile e le popolazioni che vivono nelle aree vicine all\u2019installazione aeronavale. Sono in particolare gli UAV a porre pesanti interrogativi sui pericoli futuri, ma le ripetute denunce degli attivisti della\u00a0<em>Campagna per la smilitarizzazione di Sigonella<\/em> non hanno condotto sino ad oggi a un serio dibattito pubblico sui rischi di questi sistemi a controllo remoto per le attivit\u00e0 di decollo e atterraggio del vicino aeroporto civile di Catania-Fontanarossa, il terzo scalo in Italia come volume di passeggeri (oltre sei milioni di transiti all\u2019anno). Diversamente era andata invece in Spagna, dove le autorit\u00e0 statali che in un primo tempo avevano candidato Zaragoza come \u201cprincipale base operativa\u201d del sistema AGS in alternativa a Sigonella, si erano poi ritirate perch\u00e9 \u201cl\u2019installazione dei velivoli senza pilota presentava molti inconvenienti al normale funzionamento del vicino aeroporto della citt\u00e0\u201d, come dichiarato dal portavoce del governo Zapatero. \u201cDato che le aeronavi della NATO voleranno continuamente per catturare le informazioni, si potevano generare restrizioni al traffico aereo, saturazione nello spazio aereo e problemi durante gli atterraggi e i decolli\u201d.<\/div>\n<div>Sui pericoli rappresentati dalla proliferazione degli UAV non mancano gli studi e gli interventi scientifici anche dall\u2019altra parte dell\u2019Oceano. Nel documento\u00a0<em>The U.S. Air Force Remotely Piloted Aircraft and Unmanned Aerial Vehicle &#8211; Strategic Vision<\/em>, in cui l\u2019aeronautica militare statunitensedelinea la \u201cvisione strategica\u201d sul futuro utilizzo dei sistemi di guerra, si ammette che \u201ci velivoli senza pilota sono sensibili alle condizioni ambientali estreme e vulnerabili\u00a0alle minacce rappresentate da armi cinetiche e non cinetiche\u201d. \u201cIl rischio d\u2019incidente del\u00a0<em>Predator<\/em> e del\u00a0<em>Global Hawk<\/em> \u00e8 d\u2019intensit\u00e0 maggiore di quello dei velivoli con pilota dell\u2019US Air Force\u201d, si legge ancora, anche se si aggiunge essere \u201cal di sotto dei parametri stabiliti nei documenti di previsione operativa per questi sistemi\u201d.\u00a0Il comandante\u00a0Renzo Dentesano, pilota per quarant\u2019anni dell\u2019Aeronautica militate e di Alitalia (poiconsulente del Registro aeronautico italiano\u00a0e\u00a0perito per diverse Procure della repubblica e studi legali\u00a0in procedimenti relativi ad incidenti aerei) spiega che\u00a0<em>Global Hawk<\/em> e\u00a0<em>Predator<\/em>\u201cnon risultano in grado di assicurare l\u2019incolumit\u00e0 del traffico aereo civile\u201d, perch\u00e9 \u201csono stati progettati in modo tale che, pur disponendo a bordo di un sensore capace di \u201cvedere\u201d, secondo il principio ICAO di\u00a0<em>see and be seen<\/em>,\u00a0altro traffico in volo con il quale la loro traiettoria potrebbe interferire, non hanno la capacit\u00e0 completa di rispettare l\u2019altro principio sul quale si basa la sicurezza dell\u2019aviazione civile e cio\u00e8 il protocollo\u00a0<em>see and avoid \u2013 vedi<\/em><em> ed\u00a0evita<\/em> il traffico a rischio di collisione\u201d. Per Dentesano, cio\u00e8, gli UAV \u201cnon sono in grado di variare la loro traiettoria di volo in senso verticale, salendo o scendendo di quota, come la situazione per evitare una collisione prontamente richiederebbe\u201d.<\/div>\n<div>Queste problematiche sono note alle autorit\u00e0 militari italiane. Durante un\u2019ispezione compiuta nella base siciliana (31 marzo 2008) dal parlamentare di Sinistra Critica-PRC, Salvatore Cannav\u00f2, l\u2019allora comandante del 41\u00b0 Stormo dell\u2019Aeronautica militare, colonnello Antonio Di Fiore, aveva negato l\u2019ipotesi d\u2019insediamento a Sigonella dei\u00a0<em>Global Hawk<\/em> in quanto \u201cla gestione di quel tipo di aerei non \u00e8 compatibile col traffico civile del vicino aeroporto civile Fontanarossa\u201d. Senza poi dimenticare che i velivoli decollano e atterrano a pochi chilometri in linea d\u2019area dal cosiddetto \u201ctriangolo della morte\u201d Augusta-Melilli-Priolo dove imperversano impianti chimici, raffinerie, depositi di carburante e munizioni per le unit\u00e0 navali USA e NATO, compresi i sottomarini e le portaerei a capacit\u00e0 nucleare.<\/div>\n<div>Che Sigonella e dintorni siano ad altissimo rischio militare lo conferma la lunga lista d\u2019incidenti verificatisi in questi anni: collisioni in volo, velivoli precipitati al suolo o nelle acque del basso Tirreno, atterraggi di fortuna su campi e strade siciliane, ecc.. Il peggiore dei disastri risale a ventisette anni fa. Il 12 luglio 1984, un quadrigetto C141B \u201cStarlifter\u201d dell\u2019US Air Force precipit\u00f2 in contrada Biviere, nel comune di Lentini (Siracusa), e nell\u2019incidente morirono i nove membri dell\u2019equipaggio. I militari statunitensi vietarono il soccorso ai mezzi locali e impedirono che giornalisti e fotoreporter si avvicinassero all\u2019area. Massimo fu il riserbo sul carico trasportato dal velivolo e il segreto militare fu esteso pure alle cause di incidente. Per una quarantina di giorni, la strada statale 194 che collega Catania a Ragusa fu interdetta al traffico veicolare. Solo a seguito di uno studio del colonnello dell\u2019US Air Force Paul M. Hansen sugli incidenti con oggetto i C141B (ottobre 2004), la\u00a0<em>Flight Safety Foundation<\/em> di Washington ha pubblicato sul proprio data base una scheda di quanto accaduto a Lentini. La fondazione segnala che la destinazione del volo era la base aeronavale di Diego Garcia, Oceano indiano. \u201cImmediatamente dopo il decollo da Sigonella \u2013 si legge nel report \u2013 il motore n. 3 del velivolo accusava una grave avaria. Il motore iniziava ad emettere dei rottami che causavano il danneggiamento del motore n. 4. I rottami entravano pure all\u2019interno del compartimento di cargo, incendiando un pallet contenente vernici. L\u2019incendio alle merci trasportate produceva uno spesso fumo velenoso che rendeva il controllo visivo dell\u2019aereo estremamente difficoltoso. L\u2019aereo finiva su un ripido terrapieno ed esplodeva ad appena 198 secondi dal decollo. Gli esami tossicologici effettuati dopo l\u2019incidente indicavano che i membri dell\u2019equipaggio avevano ricevuto potenzialmente livelli fatali di cianuro dal fumo assorbito prima dell\u2019impatto\u201d.<\/div>\n<div>Dopo pi\u00f9 di vent\u2019anni, la Procura della Repubblica di Siracusa ha aperto un\u2019inchiesta sull\u2019incidente di Lentini facendo seguito alla denuncia dell\u2019Associazione per bambini leucemici \u201cManuela e Michele\u201d sull\u2019altissimo tasso di malformazioni congenite e l\u2019anomalo aumento di patologie leucemiche, tumori al cervello e alla tiroide, registrati tra il 1992 e il 1995 nel comprensorio dei comuni di Lentini, Carlentini e Francofonte. Secondo il Registro Tumori della Usl di Siracusa, infatti, il tasso di mortalit\u00e0 in quest\u2019area \u00e8 tre volte maggiore che nel resto d\u2019Italia. A legare la vicenda del C-141B e lo sviluppo delle patologie oncologiche, l\u2019ipotesi\u00a0che a bordo del velivolo USA ci fosse un carico di centinaia di chili di uranio impoverito, utilizzato ancora sino a qualche tempo fa come\u00a0contrappeso degli aerei da trasporto dell\u2019US Air Force e di altri paesi NATO.<\/div>\n<div><\/div>\n<p>Pubblicato\u00a0\u00a0in\u00a0<em>ScienzaePace &#8211; Rivista del\u00a0<a href=\"http:\/\/pace.unipi.it\/\">Centro Interdisciplinare Scienze per la Pace<\/a><\/em> dell\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Pisa, il 20 luglio 2011,\u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/scienzaepace.unipi.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;catid=26:articoli-focus-n-22011&amp;id=80:il-nodo-strategico-di-sigonella\">http:\/\/scienzaepace.unipi.it\/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;catid=26:articoli-focus-n-22011&amp;id=80:il-nodo-strategico-di-sigonella<\/a><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Da Antonio Mazzeo Blog Affari di mafia sullo Stretto DOMENICA 24 LUGLIO 2011 Il nodo strategico di Sigonella. Interventi in Africa e nuove tecnologie militari Dal 1973 \u00e8 una delle stazioni aeronavali chiave per gli interventi militari USA in Europa orientale, Africa, Medio Oriente e sud-est asiatico ed una delle infrastrutture\u00a0\u00a0estere che ha assorbito i [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1289,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-293","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-general"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/293","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1289"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=293"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":449,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions\/449"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}