{"id":202,"date":"2011-02-16T17:47:11","date_gmt":"2011-02-16T16:47:11","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=202"},"modified":"2011-02-16T19:20:12","modified_gmt":"2011-02-16T18:20:12","slug":"13-febbraio-2010-se-non-ora-quando-analisi-riflessioni-e-proposte-sulla-questione-femminile-e-di-genere-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=202","title":{"rendered":"13 febbraio 2010: &#8220;Se non ora, quando?!&#8221;. Analisi, riflessioni e proposte sulla questione femminile e di genere in Italia."},"content":{"rendered":"<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"13 febbraio: se non ora, quando?! l&#039;intervento del Collettivo UniRC\" width=\"500\" height=\"281\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/isTpuE94iqY?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n<p>Una macchina, una birra, una mozzarella, una ruota, una patata, un pannello solare, un profumo, una natica, una coscia, un seno, una bocca, un buco!<br \/>\nQuesti sono solo alcuni degli esempi di cosa sia la donna oggi in Italia. Nel migliore dei casi un oggetto, fino ad una bambola gonfiabile sempre a disposizione, sempre pronta ad eccitarsi anche se mangia uno yogurt, a cui \u00e8 vietato invecchiare, ingrassare, vestire male, non truccarsi, arrabbiarsi, avere una sessualit\u00e0 libera, decidere, parlare, scegliere, pensare.<br \/>\nLa questione femminile in Italia va ben oltre il caso Berlusconi, che non \u00e8 che il prodotto di una societ\u00e0 malata, maschilista, ossessionata dal sesso ma allo stesso tempo repressiva verso la libera sessualit\u00e0. A Berlusconi le dimissioni vanno chieste, s\u00ec, ma principalmente per tutta la sua condotta politica, prima ancora che morale.<\/p>\n<p>Brave donne o malefemmene? Rifiutiamo questa distinzione! Soprattutto nel momento in cui anche la scelta di carriere o soldi facili, tramite la vendita del proprio corpo, non \u00e8 di certo cos\u00ec consapevole o libera, ma altro non \u00e8 che lo sbocco naturale di un corpo costantemente svilito e mercificato, e di menti frustrate e oppresse da modelli irreali creati solo in funzione del dio denaro.<\/p>\n<p>Con quale coraggio una parte consistente dell\u2019attuale classe politica pretende di indignarsi trasversalmente oggi per la condizione della donna in Italia, quando poi in parlamento o nelle sedi delle istituzioni locali crocifigge la donna sull\u2019altare della morale quotidianamente, varando o appoggiando leggi come la 40\/2004 sulla fecondazione assistita o la legge Tarzia, nel Lazio, che di fatto cancella i consultori pubblici come strutture sanitarie laiche e accoglienti, finanziando poi quelli privati?!<br \/>\nCome si fa a dichiararsi indignati per il trattamento delle donne in Italia e poi attaccare costantemente la 194\/78 sull\u2019interruzione volontaria di gravidanza, criminalizzando quotidianamente quelle donne che compiono una scelta, gi\u00e0 cos\u00ec difficile, come l\u2019aborto? Che volont\u00e0 c\u2019\u00e8 di tutelare la donna quando si promuovono campagne contro la pillola abortiva RU-486, rendendola burocraticamente pi\u00f9 complessa anche dello stesso aborto chirurgico, solo perch\u00e9 psicologicamente un po\u2019 meno traumatizzante? Ricordiamo che in Calabria di questa pillola ne sono stati ritirati dalle asl solo 10 scatoli in tutta la regione!<br \/>\nUn paese sessuofobo, dicevamo, in cui si \u00e8 tornati all\u2019epoca dei grandi tab\u00f9. Di certe cose non si parla, si fa finta di niente: e cos\u00ec nessuna informazione sulla contraccezione, sulle gravidanze, sulle malattie sessualmente trasmissibili, sulla contraccezione d\u2019emergenza.<br \/>\nSi parla della fantomatica pillola del giorno dopo solo per accusarla di essere moralmente sbagliata, ma mai per ricordare che l\u2019obiezione di coscienza sulla sua prescrizione non esiste (e non ne avrebbe motivo) ed \u00e8 illegale, a differenza di quanto alcuni medici fanno credere in svariati pronti soccorsi!<\/p>\n<p>Ed eccoci al punto: la consapevolezza. Una donna consapevole inizia ad essere libera. E da qua dobbiamo ripartire. La parit\u00e0 di genere non \u00e8 qualcosa che si pu\u00f2 raggiungere con le quote rosa, poich\u00e9 non dobbiamo imporre la nostra presenza numerica, ma prima di tutto la nostra autorevolezza nelle questioni politiche, sociali o economiche che siano; la presenza numerica diventa una naturale conseguenza.<br \/>\nE non possiamo di certo raggiungere la parit\u00e0 di genere con l\u2019innalzamento dell\u2019et\u00e0 pensionabile per le donne! Soprattutto quando ancora alle donne viene affibbiato lo stereotipo di mogli e madri oltre che lavoratrici, come eterne casalinghe disperate, ampiamente rinnovato dai media nelle menti, adulte e infantili, maschili e femminili, che devono quindi farsi necessariamente carico della cura della casa e dei figli (per i quali non sono neanche a disposizione posti negli asili), come se fossero compiti assegnati loro per grazia divina, a donne che poi spesso si vedono licenziate o neanche assunte per anche la sola eventualit\u00e0 di una possibile gravidanza, e che ancora vivono una netta disparit\u00e0 di salari, di turni e di trattamento rispetto agli uomini sui luoghi di lavoro (basti anche solo pensare a tutte le molestie, pi\u00f9 o meno velate, subite ogni giorno).<\/p>\n<p>Noi studenti e studentesse del collettivo degli universitari di Reggio Calabria riteniamo che si debba ripartire da alcuni punti cardine:<br \/>\n&#8211; Introduzione dell\u2019educazione sessuale assolutamente laica nelle scuole di tutti i gradi, con diversi livelli di approccio alla materia, e la collaborazione stretta di psicologi e ginecologi;<br \/>\n&#8211; Leggi che puniscano severamente l\u2019uso di messaggi, immagini e stereotipi sessisti nelle pubblicit\u00e0 e nelle trasmissioni radiotelevisive, aggravando ulteriormente la posizione di quegli spot rivolti al pubblico infantile e di quelli che contengano espliciti incitamenti alla violenza sulle donne;<br \/>\n&#8211; Diffondere l\u2019informazione sulla contraccezione d\u2019emergenza, rendere pi\u00f9 snello e semplice il reperimento della pillola del giorno dopo, senza obbligo di ricetta, cos\u00ec come trasferire nella categoria dei farmaci da banco le pillole contracettive, come avviene anche in molti altri paesi;<br \/>\n&#8211; Potenziare la diffusione e l\u2019attivit\u00e0 dei consultori pubblici e laici, come previsto dalla legge 194;<br \/>\n&#8211; Promuovere la partecipazione dei cittadini e delle cittadine alla vita politica del paese, rimuovendo gli ostacoli al riconoscimento delle donne in politica come parte integrante ed indispensabile di essa. Evitare del tutto le strumentalizzazioni delle lotte delle donne con, ad esempio, inutili scelte di consegne di raccolte firme l\u20198 marzo, o indignandosi formalmente, per poi ignorare di fatto la presenza di ragazzine di, molto probabilmente, neanche 18 anni costrette a vendere il proprio corpo a pochi metri dai palazzi del potere di questa citt\u00e0, o pensando che il problema si risolva nascondendolo o trasferendolo di quartiere;<br \/>\n&#8211; Diffondere, partendo dalle strutture pubbliche, l\u2019introduzione dei nidi aziendali per le lavoratrici e i lavoratori, permettendo cos\u00ec una semplificazione della contemporanea gestione di lavoro e cura dei figli, mettendo di fatto sullo stesso piano entrambi i genitori.<\/p>\n<p>Solo con un concreto percorso costituito dall\u2019integrazione di questi elementi si potr\u00e0 ottenere un cambiamento di mentalit\u00e0, anche di quella componente sociale maschile ancora attaccata agli stereotipi di genere, partendo dall\u2019educazione dei pi\u00f9 piccoli, arrivando alla tutela e al rispetto della libert\u00e0 di scelta consapevole della donna per il proprio corpo e per la propria sessualit\u00e0.<br \/>\nIl collettivo ha intrapreso gi\u00e0 al suo interno un percorso sulla questione di genere e l\u2019antisessismo, suo principio fondante, che presto amplier\u00e0 condividendolo con il resto della popolazione, studentesca e non, e con chi vorr\u00e0 approcciarsi all\u2019argomento.<\/p>\n<p>Vogliono addomesticarci&#8230;CI AVRANNO INDISPONIBILI E RIBELLI!<\/p>\n<p>Collettivo degli Universitari di Reggio Calabria &#8211; AteneinRivolta<\/p>\n<div id=\"attachment_212\" style=\"width: 201px\" class=\"wp-caption alignleft\"><a href=\"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/files\/2011\/02\/video13022011.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-212\" src=\"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/files\/2011\/02\/video13022011.jpg\" alt=\"13 febbraio: se non ora, quando?! l&#039;intervento del Collettivo UniRC\" width=\"191\" height=\"138\" class=\"size-full wp-image-212\" \/><\/a><p id=\"caption-attachment-212\" class=\"wp-caption-text\">Guarda il video su YouTube<\/p><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una macchina, una birra, una mozzarella, una ruota, una patata, un pannello solare, un profumo, una natica, una coscia, un seno, una bocca, un buco! 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