{"id":14,"date":"2009-04-23T15:56:29","date_gmt":"2009-04-23T13:56:29","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.autistici.org\/post\/2009\/04\/23\/polvere-su-polvere\/"},"modified":"2009-04-23T15:56:29","modified_gmt":"2009-04-23T13:56:29","slug":"polvere-su-polvere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=14","title":{"rendered":"POLVERE SU POLVERE"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: x-small\">&nbsp;<\/span><\/p>\n<p>\/* Style Definitions *\/<br \/>\ntable.MsoNormalTable<br \/>\n{mso-style-name:&#8221;Tabella normale&#8221;;<br \/>\nmso-tstyle-rowband-size:0;<br \/>\nmso-tstyle-colband-size:0;<br \/>\nmso-style-noshow:yes;<br \/>\nmso-style-parent:&#8221;&#8221;;<br \/>\nmso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt;<br \/>\nmso-para-margin:0cm;<br \/>\nmso-para-margin-bottom:.0001pt;<br \/>\nmso-pagination:widow-orphan;<br \/>\nfont-size:10.0pt;<br \/>\nfont-family:&#8221;Times New Roman&#8221;;}<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"font-size: x-small;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color: #333399\">Non ci interessa riproporre concetti usciti dalle penne di scribacchini prezzolati, o da mezzibusti impomatati, ma ci sembra comunque doverosa una riflessione su quanto accaduto in Abruzzo.<\/span><span style=\"font-size: x-small;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color: #333399\"><span style=\"font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif\"><span style=\"font-size: 11pt;font-family: Tahoma\"><span style=\"font-size: x-small\"> <\/span><span style=\"font-size: x-small\">Un terremoto ha messo allo scoperto i misfatti di<br \/>\nun&#8217;imprenditoria edile senza scrupoli, ma tutto ci&ograve; non &egrave; che l&#8217;ultimo<br \/>\ncristallo di ghiaccio sulla punta di un immenso iceberg. Gli attori sono<br \/>\nmolteplici si va dal colosso del cemento, fino alla pi&ugrave; piccola ditta edile,<br \/>\nspesso il gigante e la formica sono collegati da una cascata di appalti e<br \/>\nsubappalti, dove si gioca sempre al ribasso dove si taglia in primis sulla<br \/>\nsicurezza degli operai, e poi si arriva a fare ritocchi sulla qualit&agrave; dei<br \/>\nmateriali. Se valutiamo l&#8217;ammontare delle vittime dei crolli, che &egrave;<br \/>\nimpressionante, dovremo ricordarci di aggiungere anche le vite dei vari<br \/>\nlavoratori, pi&ugrave; o meno regolari, pi&ugrave; o meno assunti, ma comunque morti. Cominciando<br \/>\nad estendere lo sguardo oltre lo schermo televisivo, o di l&agrave; della pagina del<br \/>\ngiornale, e guardiando magari fuori della finestra, potremo arrivare ad<br \/>\naccorgerci della follia che &egrave; venuta a galla -ma si fa sempre per dire dal<br \/>\nmomento che ora spuntano perizie e denunce che negli anni si sono susseguite<br \/>\nsenza risultato- milioni di metri cubi di calcestruzzo venuti su spesso in maniera<br \/>\n&ldquo;spontanea&rdquo;, in barba a tutte le regole del buon costruire, affidando la<br \/>\nrealizzazione spesso ad operai sottopagati, assunti in nero, assunti a<br \/>\ngiornata, o addirittura inesperti. Le polemiche su crepe, crolli e macerie dovrebbero<br \/>\nservire da stimolo per un&rsquo;analisi attenta del costruito, su tutto il territorio<br \/>\nnazionale, invece il nostro governo viaggia allegramente in controtendenza, con<br \/>\nil piano casa.<\/span><\/span><\/span><span style=\"font-size: 11pt;font-family: Tahoma\"> <span style=\"font-size: x-small\">Sarebbe chiaro anche ad un non addetto ai lavori che, se su<br \/>\ndi una palazzina, magari condonata -quindi costruita abusivamente senza criterio alcuno-&nbsp; si vanno ad<br \/>\naggiungere carichi derivanti da quel famoso 20% di ampliamento che il piano<br \/>\nprevede, di fatto, si agirebbe su strutture costruite male, forse vecchie e<br \/>\nsenza manutenzione, giacenti su suolo sismico, insomma s&rsquo;innesca una bomba<br \/>\npronta ad esplodere al minimo scossone. Sembra che l&rsquo;italiano medio dimentichi facilmente i vari<br \/>\ncrolli succedutisi per cause ignote da Aosta a Palermo, palazzine che si<br \/>\nsbriciolano, case che cavalcano frane, scuole che crollano, soffitti che si<br \/>\nstaccano, travi che si spezzano. Non &egrave; opera del maligno, non sono eventi<br \/>\nsovrannaturali, &egrave; l&rsquo;opera pi&ugrave; genuina della speculazione edile e del malaffare<br \/>\nche con essa va a braccetto. A nostro avviso al di l&agrave; della gara di solidariet&agrave;<br \/>\nper la popolazione, si dovrebbe fare qualcosa per evitare di facilitare il<br \/>\ncompito al terremoto di far vittime, porre dei freni alla colata di cemento che,<br \/>\ntra piano casa e il piano per le grandi opere, rischia di investire in pieno il<br \/>\npaese. Se il mattone muoveva l&rsquo;economia generale del paese nella ricostruzione<br \/>\ndegli anni 50&rsquo; ora, il cemento muove interessi a 360&deg;, con il cemento si fa di<br \/>\ntutto, nel cemento si nasconde di tutto, col cemento si copre di tutto.<br \/>\nStrangolati dall&rsquo;interesse congiunto di imprenditoria politica e malaffare,<br \/>\nsiamo un paese pieno zeppo di cattedrali del deserto, cantieri decennali e<br \/>\nopere incompiute o peggio inutili, il tutto coperto dalla falsa prospettiva del<br \/>\nrilancio economico, che continua a riproporsi imperterrita a distogliere l&rsquo;attenzione<br \/>\nsu altri e pi&ugrave; profondi problemi, all&rsquo;ombra del ponte sullo stretto si<br \/>\nnascondono dissesti sociali da romanzo post-umano, tra i nastri d&rsquo;asfalto della<br \/>\nnuova A3 si annidano speculazioni territoriali, spartizioni d&rsquo;appalti e<br \/>\nprosciugamento di falde acquifere, dai tunnel della TAV escono i soprusi, i<br \/>\ncompromessi, e l&rsquo;esasperazione della gente, che si ramificano come le crepe lasciate<br \/>\ndal<\/span><span style=\"font-size: x-small\">&nbsp; <\/span><span style=\"font-size: x-small\">&nbsp;passaggio degli eurostar sugli edifici della<br \/>\nperiferia romana. Un terremoto mette a nudo la precariet&agrave; della vita umana,<br \/>\nma pu&ograve; anche denudare le vergogne di un paese che continua ad andare avanti in<br \/>\nun vicolo cieco e spronato dall&#8217;allucinazione di un progresso a crescita infinita.<\/span><\/span><\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\" style=\"text-align: justify\">\n<span style=\"color: #333399\">Collettivo UniRC <\/span>\n<\/p>\n<p class=\"MsoNormal\">\n<span style=\"font-size: x-small;font-family: tahoma,arial,helvetica,sans-serif;color: #333399\"><span style=\"font-size: 11pt;font-family: Tahoma\">&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \/* Style Definitions *\/ table.MsoNormalTable {mso-style-name:&#8221;Tabella normale&#8221;; mso-tstyle-rowband-size:0; mso-tstyle-colband-size:0; mso-style-noshow:yes; mso-style-parent:&#8221;&#8221;; mso-padding-alt:0cm 5.4pt 0cm 5.4pt; mso-para-margin:0cm; mso-para-margin-bottom:.0001pt; mso-pagination:widow-orphan; font-size:10.0pt; font-family:&#8221;Times New Roman&#8221;;} Non ci interessa riproporre concetti usciti dalle penne di scribacchini prezzolati, o da mezzibusti impomatati, ma ci sembra comunque doverosa una riflessione su quanto accaduto in Abruzzo. 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