{"id":103,"date":"2010-08-24T02:09:02","date_gmt":"2010-08-24T00:09:02","guid":{"rendered":"http:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=103"},"modified":"2010-08-24T02:09:02","modified_gmt":"2010-08-24T00:09:02","slug":"kurt-vonnegut-luccisione-di-sacco-e-vanzetti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/collettivounirc.noblogs.org\/?p=103","title":{"rendered":"KURT VONNEGUT: L&#8217;UCCISIONE DI SACCO E VANZETTI"},"content":{"rendered":"<div><a href=\"http:\/\/www.controlacrisi.org\/joomla\/index.php?option=com_blog_calendar&amp;day=23&amp;modid=91&amp;month=8&amp;year=2010\"><span style=\"color: #2f5eb1\">23\/08\/2010<\/span><\/a> <span style=\"color: #2f5eb1\">14:39<\/span> | <a href=\"http:\/\/www.controlacrisi.org\/joomla\/index.php?option=com_content&amp;view=category&amp;layout=blog&amp;id=41\"><span style=\"color: #2f5eb1\">ALTRO<\/span><\/a> &#8211; <a href=\"http:\/\/www.controlacrisi.org\/joomla\/search-29.html?ordering=newest&amp;searchword=internazionale\"><span style=\"color: #2f5eb1\">INTERNAZIONALE<\/span><\/a><\/div>\n<p style=\"text-align: center\">\n<a href=\"http:\/\/www1.assumption.edu\/ahc\/ARTshahn2.jpg\" target=\"_blank\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" src=\"http:\/\/www.controlacrisi.org\/joomla\/images\/plg_imagesized\/7956-artshahn2.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p>Il 23 agosto 1927 venivano assassinati.<\/p>\n<p>Quelli che gi\u00e0 altre volte avevano ascoltato Kenneth Whistler lo pregarono di raccontare nuovamente di quando aveva organizzato le manifestazioni di protesta davanti alla prigione di Charlestown, per l&#8217;uccisione di Sacco e Vanzetti. Mi sembra strano, oggi, dover spiegare chi fossero Sacco e Vanzetti. Recentemente ho chiesto a Israel Edel, l&#8217;ex portiere notturno all&#8217;Arapahoe, cosa sapeva lui di Sacco e Vanzetti, e mi ha risposto senza esitazione che erano due giovani di buona famiglia che, a Chicago, avevano commesso un omicidio per provarne il brivido. Li aveva confusi, insomma, con Leopold e Loeb.<br \/>\nPerch\u00e9 dovrebbe sconvolgermi questo? Quand&#8217;ero giovane, ero convinto che la storia di Sacco e Vanzetti sarebbe stata raccontata tanto spesso quanto la storia di Ges\u00f9 Cristo, suscitando altrettanta commozione. Non avevano forse diritto, i moderni &#8211; pensavo &#8211; a una Passione moderna come quella di Sacco e Vanzetti, che si concludeva sulla sedia elettrica?<br \/>\nQuanto agli ultimi giorni di Sacco e Vanzetti e al finale della loro Passione: come gi\u00e0 sul Golgota, erano tre i condannati a morte dal potere statale. Stavolta, non uno su tre era innocente. Innocenti erano due, su tre.<br \/>\nIl colpevole era un famigerato ladro e assassino a nome Celestino Madeiros, condannato per un altro delitto. All\u2019approssimarsi della fine, Madeiros confess\u00f2 di esser lui l&#8217;autore degli omicidi per cui Sacco e Vanzetti erano stati condannati a morte.<br \/>\nPerch\u00e9?<br \/>\n&#8220;Ho visto la moglie di Sacco venirlo a trovare coi figli, e mi hanno fatto pena, quei figlioli&#8221; disse.<br \/>\nImmaginate questa battuta pronunciata da un bravo attore in una moderna Sacra Rappresentazione.<br \/>\nMadeiros mor\u00ec per primo. Le luci della prigione si abbassarono tre volte.<br \/>\nPer secondo tocc\u00f2 a Sacco. Dei tre, era l&#8217;unico che avesse famiglia. L&#8217;attore chiamato a interpretarlo dovr\u00e0 dar vita a un uomo molto intelligente che, non essendo ben padrone dell&#8217;inglese, n\u00e9 molto bravo a esprimersi, non poteva fidarsi di dire alcunch\u00e9 di complicato ai testimoni, mentre lo assicuravano alla sedia elettrica.<br \/>\n&#8220;Viva l&#8217;anarchia&#8221; disse. &#8220;Addio, moglie mia, figli miei, e tutti i miei amici&#8221; disse. &#8220;Buonasera, signori&#8221; disse poi. &#8220;Addio, mamma&#8221; disse. Era un calzolaio, costui. Le luci della prigione si abbassarono tre volte.<br \/>\nPer ultimo tocc\u00f2 a Vanzetti. Si sedette da s\u00e9 sulla sedia, dove gi\u00e0 erano morti Madeiros e Sacco, prima che gliel&#8217;ordinassero. Cominci\u00f2 a parlare ai testimoni prima che gli dicessero che era libero di farlo. Anche per lui l&#8217;inglese era la seconda lingua, ma ne era padrone.<br \/>\nAscoltate:<br \/>\n&#8220;Desidero dirvi,&#8221; disse, &#8220;che sono innocente. Non ho commesso nessun delitto, ma qualche volta dei peccati, s\u00ec. Sono innocente di qualsiasi delitto, non solo di questo, ma di ogni delitto. Sono innocente&#8221;. Faceva il pescivendolo, al momento dell&#8217;arresto.<br \/>\n&#8220;Desidero perdonare alcune persone per quello che mi hanno fatto&#8221; disse. Le luci della prigione si abbassarono tre volte.<br \/>\nLa loro vicenda, di nuovo:<br \/>\nSacco e Vanzetti non uccisero mai nessuno. Erano arrivati in America dall&#8217;Italia, senza conoscersi fra loro, nel Millenovecentootto. L&#8217;anno stesso in cui arrivarono i miei genitori.<br \/>\nPap\u00e0 aveva diciannove anni. Mamma ventuno.<br \/>\nSacco ne aveva diciassette. Vanzetti venti. Gli industriali americani a quell&#8217;epoca avevano bisogno di molta manodopera a buon mercato e docile, per poter tenere basse le paghe.<br \/>\nVanzetti dir\u00e0 in seguito: &#8220;Al centro immigrazione, ebbi la prima sorpresa. Gli emigranti venivano smistati come tanti animali. Non una parola di gentilezza, di incoraggiamento, per alleggerire il fardello di dolori che pesa cos\u00ec tanto su chi \u00e8 appena arrivato in America&#8221;.<br \/>\nPap\u00e0 e mamma mi raccontavano qualcosa di analogo. Anche loro ebbero la sensazione di essere dei poveri fessi che si erano dati tanto da fare solo per esser portati al macello.<br \/>\nI miei genitori furono subito reclutati da un agente delle Ferriere Cuyahoga di Cleveland. Costui aveva l&#8217;ordine di ingaggiare solo slavi biondi, mi disse una volta Mister MacCone, in base alla teoria di suo padre per cui i biondi avrebbero avuto la robustezza e l&#8217;ingegnosit\u00e0 meccanica dei tedeschi, ma temperata dalla docilit\u00e0 degli slavi. L&#8217;agente doveva scegliere sia degli operai sia dei domestici presentabili per le varie case dei MacCone. Perci\u00f2 i miei genitori entrarono nella classe dei servi.<br \/>\nSacco e Vanzetti non ebbero altrettanta fortuna. Non c&#8217;era nessun sensale cui fossero stati ordinati dei tipi come loro. &#8220;Dove potevo andare? Cosa potevo fare?&#8221; scrisse Vanzetti. &#8220;Quella era la Terra promessa. Il treno della sopraelevata passava sferragliando e non rispondeva niente. Le automobili e i tram passavano oltre senza badare a me.&#8221; Sicch\u00e9 lui e Sacco, ciascuno per suo conto, per non crepare di fame, dovettero cominciar subito a questuare in cattivo inglese un lavoro qualsiasi, a qualsiasi paga &#8211; andando di porta in porta.<br \/>\nIl tempo passava.<br \/>\nSacco, che in Italia aveva fatto il calzolaio, trov\u00f2 un posto in una fabbrica di calzature a Milford (Massachusetts), la cittadina in cui, guarda caso, era nata la madre di Mary Kathleen O&#8217;Looney. Sacco prese moglie e and\u00f2 a stare in una casa con giardino. Ebbe un figlio, Dante, e una figlia, Ines. Lavorava sei giorni la settimana, dieci ore al giorno. Trovava anche il tempo per prendere parte a dimostrazioni indette da operai che chiedevano un salario pi\u00f9 alto e condizioni di lavoro pi\u00f9 umane e cos\u00ec via; per tali cause teneva discorsi e dava contributi in denaro. Fu arrestato, a causa di tali attivit\u00e0, nel Millenovecentosedici.<br \/>\nVanzetti non aveva un mestiere e quindi lavor\u00f2 qua e l\u00e0: in trattorie, in una cava, in un&#8217;acciaieria, in una fabbrica di cordami. Era un avido lettore. Studi\u00f2 Marx e Darwin e Victor Hugo e Gor&#8217;kij e Tolstoj e Zola e Dante. Questo aveva in comune con quelli di Harvard. Nel Millenovecentosedici guid\u00f2 uno sciopero contro la fabbrica di cordami, ch&#8217;era la Plymouth Cordage Company, oggi consociata della RAMJAC. Era sulle liste nere dei datori di lavoro, sicch\u00e9 per sopravvivere si mise a fare il pescivendolo per conto proprio.<br \/>\nFu nel Millenovecentosedici che Sacco e Vanzetti si conobbero bene. Si rese evidente a entrambi &#8211; pensando ognuno per proprio conto alla brutalit\u00e0 del padronato &#8211; che i campi di battaglia della Grande Guerra erano semplicemente altri luoghi di pericoloso e odioso lavoro, dove pochi sovrintendenti controllavano lo spreco di milioni di vite nella speranza di far soldi. Era chiaro per loro, anche, che l&#8217;America sarebbe presto intervenuta. Non volevano esser costretti a lavorare in siffatte fabbriche in Europa, quindi si unirono a un gruppo di anarchici italoamericani che ripararono in Messico fino alla fine della guerra.<br \/>\nGli anarchici sono persone che credono con tutto il loro cuore che i governi sono nemici dei loro stessi popoli.<br \/>\nMi trovo ancor oggi a pensare che la storia di Sacco e Vanzetti possa entrare nelle ossa di future generazioni. Forse occorre solo raccontarla qualche altra volta. In ogni caso, la fuga in Messico verr\u00e0 certo vista come un&#8217;ulteriore espressione di una sorta di sacro buon senso.<br \/>\nSia come sia, Sacco e Vanzetti tornarono nel Massachusetts dopo la guerra, amici per la pelle. Il loro buon senso, sacro o no, basato su libri che quelli di Harvard leggono abitualmente senza cattivi effetti, era sempre apparso disdicevole al loro prossimo. Questo stesso prossimo &#8211; e quelli che volevano deciderne il destino senza incontrare tanta opposizione &#8211; presero a sentirsi atterriti da quel buon senso, specie quando a possederlo erano degli immigrati.<br \/>\nIl dipartimento di Giustizia compil\u00f2 un elenco segreto di stranieri che non facevano mistero di quanto trovavano ingiusti e insinceri e ignoranti ed esosi tanti esponenti della cosiddetta Terra promessa. Sacco e Vanzetti erano inclusi in tale lista. Erano pedinati da spie del governo.<br \/>\nIncluso nella lista era anche un tipografo a nome Andrea Salsedo, amico di Vanzetti. Costui fu arrestato a New York da agenti federali, senza specifiche accuse, e venne tenuto isolato per otto settimane. Il tre maggio del Millenovecentoventi Salsedo cadde o salt\u00f2 o fu spinto da una finestra al quattordicesimo piano, dove avevano sede certi uffici del dipartimento di Giustizia.<br \/>\nSacco e Vanzetti organizzarono un comizio per chiedere che fosse aperta un&#8217;inchiesta sull&#8217;arresto e sulla morte di Salsedo. Il comizio doveva tenersi il nove maggio a Brockton, nel Massachusetts, paese natale di Mary Kathleen O&#8217;Looney. Lei aveva sei anni, allora. Io, sette.<br \/>\nSacco e Vanzetti vennero arrestati per attivit\u00e0 sovversive prima che il comizio avesse luogo. Il loro reato era il possesso di volantini che annunciavano il comizio. Rischiavano una forte multa e fino a un anno di carcere.<br \/>\nMa, ecco, d&#8217;un tratto, furono anche accusati di due omicidi rimasti irrisolti. Due guardie giurate erano state uccise durante una rapina a South Braintree (Massachusetts) circa un mese prima.<br \/>\nLa pena per questo reato era, naturalmente, alquanto pi\u00f9 dura: la morte indolore per entrambi sulla medesima sedia elettrica.<\/p>\n<p>Vanzetti, per soprappi\u00f9, fu anche accusato di un tentativo di rapina a Bridgewater (Massachusetts). Processato, fu riconosciuto colpevole. Venne cos\u00ec tramutato, da pescivendolo, in notorio criminale, prima che Sacco e lui fossero processati per duplice omicidio.<br \/>\nEra colpevole, Vanzetti, di quel reato di rapina? Forse s\u00ec, ma non importava molto. Chi lo disse, che non importava molto? Il giudice che diresse il processo disse che non importava molto. Costui era Webster Thayer, rampollo di ottima famiglia del New England. E disse alla giuria: &#8220;Quest&#8217;uomo, bench\u00e9 potrebbe non aver effettivamente commesso il reato contestatogli, \u00e8 tuttavia moralmente colpevole, poich\u00e9 \u00e8 un nemico giurato delle nostre vigenti Istituzioni\u201d.<br \/>\nParola d&#8217;onore: questa frase fu pronunciata da un giudice nell&#8217;aula di un tribunale americano. Traggo la citazione da un libro che ho sottomano: Labor&#8217;s Untold Story (Storia inedita del sindacalismo) di Richard O. Boyer e Herbert M. Morais (ed. United Front, San Francisco 1955).<br \/>\nE tocc\u00f2 poi a quello stesso giudice Thayer processare per omicidio Sacco e il noto criminale Vanzetti. Furono dichiarati colpevoli dopo un anno circa dal loro arresto; era il luglio del Millenovecentoventuno, e io avevo otto anni.<br \/>\nQuando alla fine salirono sulla sedia elettrica, io ne avevo quindici. Se udii qualcuno a Cleveland parlarne, l&#8217;ho dimenticato.<br \/>\nL&#8217;altro giorno in ascensore ho attaccato discorso con un fattorino della RAMJAC. Uno della mia et\u00e0. Gli ho chiesto se ricordava niente di quell&#8217;esecuzione, avvenuta quando lui era ragazzo. S\u00ec, mi rispose, aveva udito suo padre dire ch&#8217;era stufo marcio di sentire parlare di Sacco e Vanzetti, e che era contento che fosse finita.<br \/>\nGli chiesi che cosa facesse suo padre, di mestiere.<br \/>\n&#8220;Era direttore di banca a Montpellier, nel Vermont&#8221; mi rispose. Il vecchio fattorino indossava un pastrano militare, residuato di guerra.<br \/>\nAl Capone, il famoso gangster di Chicago, trovava giusto che Sacco e Vanzetti venissero giustiziati. Anche lui era convinto che fossero nemici del modo di pensare americano sull&#8217; America. L&#8217;indignava che fossero cos\u00ec ingrati verso l&#8217;America, quegli immigrati italiani.<br \/>\nStando a Labor&#8217;s Untold Story, Capone disse: &#8220;Il bolscevismo bussa alla nostra porta&#8230; Dobbiamo tener i lavoratori lontani dall&#8217;ideologia rossa e dalle astuzie rosse&#8221;.<br \/>\nIl che mi ricorda una novella di Robert Fender, il mio amico galeotto. Vi si narra di un pianeta sul quale il crimine peggiore \u00e8 l&#8217;ingratitudine. La gente viene condannata a morte, se ingrata. La condanna a morte viene eseguita, come in Cecoslovacchia, mediante defenestrazione. I condannati vengono buttati da un&#8217;alta finestra.<br \/>\nIl protagonista del racconto viene alla fine scaraventato gi\u00f9 da una finestra per ingratitudine. Le sue ultime parole, mentre precipita dal trentesimo piano, sono: &#8220;Grazie miiiiiiiiilllllllleeeeee!&#8221;.<br \/>\nPrima che Sacco e Vanzetti venissero giustiziati per ingratitudine nello stile del Massachusetts, per\u00f2, grandi proteste si levarono in tutto il mondo. Il pescivendolo e il calzolaio erano divenuti celebrit\u00e0 planetarie.<br \/>\n&#8220;Mai ci saremmo aspettati, in vita nostra,&#8221; disse Vanzetti, &#8220;di poter compiere un tale lavoro in favore della tolleranza, della giustizia, della comprensione reciproca fra gli uomini, come ora vuole il caso che compiamo.&#8221;<br \/>\nSe da ci\u00f2 si ricavasse una Passione teatrale moderna, gli attori chiamati a interpretare le autorit\u00e0, i Ponzi Pilati, dovrebbero esprimere sdegno per le opinioni della massa. Ma sarebbero pi\u00f9 in favore che contro la pena di morte, in questo caso.<br \/>\nE non si laverebbero le mani.<br \/>\nIn effetti erano tanto fieri del loro operato che incaricarono un comitato &#8211; composto da tre fra i pi\u00f9 saggi, rispettati, equanimi e imparziali individui del momento &#8211; di dire al mondo intero se giustizia sarebbe stata fatta.<br \/>\nFu soltanto questa parte della storia di Sacco e Vanzetti che Kenneth Whistler volle raccontare, quella sera di tanto tempo fa, mentre Mary Kathleen e io l&#8217;ascoltavamo tenendoci per mano.<br \/>\nSi dilung\u00f2 con molto sarcasmo sulle risonanti credenziali dei tre saggi.<br \/>\nUno era Robert Grant, giudice in pensione, che conosceva le leggi a menadito e sapeva in che modo farle funzionare. Presidente del comitato era il rettore di Harvard, e sarebbe stato ancora rettore quando m&#8217;iscrissi io. Figurarsi. Si chiamava A. Lawrence Lowell. Il terzo che, secondo Kenneth Whistler, &#8220;s&#8217;intendeva molto di elettricit\u00e0, se non di altro&#8221;, era Samuel W. Stratton, rettore del Politecnico del Massachusetts (MIT).<br \/>\nMentre eran dietro a deliberare, ricevettero migliaia di telegrammi: alcuni in favore dell&#8217;esecuzione ma la maggior parte contro. Fra i mittenti c&#8217;erano Romain Rolland, George Bernard Shaw, Albert Einstein, John Galsworthy, Sinclair Lewis e H.G. Wells.<br \/>\nIl triunvirato dichiar\u00f2 alla fine che, se Sacco e Vanzetti fossero stati messi a morte, giustizia sarebbe stata fatta.<br \/>\nQuesto dice la saggezza degli uomini pi\u00f9 saggi del momento. E sono indotto a chiedermi se la saggezza sia mai esistita e possa mai esistere. E se la saggezza fosse tanto impossibile in questo particolare universo quanto il moto perpetuo?<br \/>\nChi \u00e8 l&#8217;uomo pi\u00f9 saggio della Bibbia, ancor pi\u00f9 saggio, si suppone, del rettore di Harvard? Re Salomone, naturalmente. Due donne che si contendevano un bambino comparvero davanti a Salomone, chiedendo che applicasse la sua leggendaria saggezza al loro caso. Lui sugger\u00ec allora di tagliare in due il bambino.<br \/>\nE gli uomini pi\u00f9 saggi del Massachusetts dissero che Sacco e Vanzetti dovevano morire.<br \/>\nQuando il loro parere fu reso noto, il mio eroe Kenneth Whistler guidava una manifestazione di protesta davanti al palazzo del governo di Boston. Pioveva.<br \/>\n&#8220;La natura si mostrava partecipe&#8221; disse, guardando proprio Mary Kathleen e me, seduti in prima fila. E rise.<br \/>\nMary Kathleen e io non ridemmo con lui. N\u00e9 rise alcun altro fra il pubblico. La sua risata risuon\u00f2 agghiacciante. La natura se ne frega di quello che provano gli esseri umani e di quello che loro succede.<br \/>\nLa manifestazione davanti al palazzo del governo di Boston dur\u00f2 ininterrotta per altri dieci giorni, fino alla sera dell&#8217;esecuzione. Quella sera lui guid\u00f2 i dimostranti per le strade tortuose e oltre il fiume, fino a Charlestown, dov&#8217;era la prigione. Fra i dimostranti c&#8217;erano Edna Saint Vincent Millay e John Dos Passos e Heywood Broun.<br \/>\nC&#8217;erano polizia e Guardia nazionale ad attenderli. C&#8217;erano mitragliatrici, in cima alle mura del carcere, puntate contro la popolazione che chiedeva clemenza a Ponzio Pilato.<br \/>\nKenneth Whistler aveva con s\u00e9 un pacco pesante. Era un enorme striscione, arrotolato. Lo aveva fatto preparare quel mattino.<br \/>\nLe luci del carcere cominciarono ad abbassarsi.<br \/>\nQuando si furono abbassate nove volte, Whistler e un amico si precipitarono alla camera ardente dove i corpi di Sacco e Vanzetti sarebbero stati esposti. Lo stato non sapeva pi\u00f9 che farsene, delle salme. Venivano restituite a parenti e amici.<br \/>\nWhistler disse che due catafalchi eran stati eretti nella camera ardente, in attesa delle bare. Allora Whistler e il suo amico dispiegarono lo striscione e l&#8217;appesero alla parete, sopra i catafalchi.<br \/>\nSu quello striscione erano dipinte le parole che l&#8217;uomo che aveva condannato Sacco e Vanzetti a morte, il giudice Webster Thayer, aveva detto a un amico poco dopo aver emesso la sentenza:<\/p>\n<p>Hai visto che cosa gli ho fatto a quei due bastardi anarchici, l\u2019altro giorno?<\/p>\n<p>Fonte: Kurt Vonnegut, Pezzo di galera (tit. orig. Jailbird), 1979, edizione Feltrinelli (2004), traduzione di Pier Francesco Paolini dal sito Filiarmonici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>23\/08\/2010 14:39 | ALTRO &#8211; INTERNAZIONALE Il 23 agosto 1927 venivano assassinati. Quelli che gi\u00e0 altre volte avevano ascoltato Kenneth Whistler lo pregarono di raccontare nuovamente di quando aveva organizzato le manifestazioni di protesta davanti alla prigione di Charlestown, per l&#8217;uccisione di Sacco e Vanzetti. 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